Roma, 28 apr. (Adnkronos Salute) (di Barbara Di Chiara) - "Se un libero cittadino o un'azienda per i suoi dipendenti vogliono eseguire il test sierologico per la ricerca degli anticorpi per il coronavirus, in molte, anche se non in tutte le Regioni, è possibile farlo. La situazione è estremamente eterogenea, ma ad esempio nel Lazio, che ha aperto a questa possibilità circa due settimane fa, consentendo ai laboratori privati di mettersi a disposizione, se ne eseguono circa 10.000 al giorno, al costo medio di 50 euro. E i laboratori sono oberati, arrivano decine e decine di richieste di prenotazione ogni ora". Lo dice all'Adnkronos Salute Gennaro Lamberti, presidente di Federlab, fra le associazioni di laboratori analisi e diagnostica privati più rappresentativa in Italia, con oltre 2000 associati.

"Partiamo dal problema delle aziende - spiega - dove il medico del lavoro ha necessità di essere supportato da una serie di test per poter decidere come e quando riammettere un dipendente al lavoro. I protocolli sanitari non sono definiti in maniera nettissima e la responsabilità professionale viene lasciata al medico competente. E' chiaro che se non esiste un percorso articolato, si deve lasciare la possibilità al singolo imprenditore o cittadino di avere accesso a questi test. Che - precisa Lamberti - non danno nessuna 'patente di immunità', perché ancora non sappiamo come e quanto si sia protetti da una seconda infezione. Ma i test sierologici di laboratorio, non certo quelli rapidi che non sono attendibili, possono dare un'indicazione. I tamponi a oggi vengono effettuati quasi esclusivamente dal sistema pubblico. Invece i test sierologici sono facilmente erogabili dai laboratori privati e accreditati italiani, che sono assolutamente attrezzati".

"In questo momento - prosegue Lamberti - a livello nazionale la situazione è variegata, molte Regioni hanno dato il via libera per l'esecuzione dei test anche da parte dei singoli cittadini e aziende: il Lazio qualche settimana fa ha liberalizzato i test individuando anche un possibile range di prezzi che si aggira attorno ai 45-50 euro: è stato fatto un accordo per calmierare i costi ed evitare speculazioni. Lo stesso ha fatto la Toscana, come la Liguria, la Sicilia, la Basilicata, il Veneto lo consente da tempo, mentre la Puglia sta liberalizzando ora. Rimangono poche Regioni ma importanti come Lombardia e Campania, dove il quadro non è chiaro. In Lombardia si convogliano i test sulle strutture che fanno capo al policlinico di Pavia, in Campania abbiamo inviato una lettera aperta al presidente per testimoniare che siamo già in grado di fare di questi test, avendo tutte le tecnologie necessarie. E se la Regione non ci motiverà principi diversi e contrari, inizieremo a eseguirli dal 4 maggio", annuncia.

"Occorre pensare che nei prossimi 12-18 mesi - spiega il presidente Federlab - bisognerà eseguire diverse decine di milioni di test, anche perché spesso vanno ripetuti per lo stesso paziente in più momenti: al di là del grande studio di sieroprevalenza del ministero della Salute, che sarà a uso esclusivamente epidemiologico, se è vero che non c'è nessuna patente immunità, esiste tuttavia una ragionevole valutazione basata su quello che hanno insegnato altri coronavirus, e cioè che se sono presenti anticorpi IgG, un certo grado di protezione si sviluppa. E in una fase così decisiva, in cui dobbiamo stabilire distanze e capacità infettante, è importante conoscere anche questa informazione. Di questo attività si necessiterà fino all'arrivo del vaccino". Per questo "penso occorrano linee guida nazionali: i laboratori fanno parte del Ssn a tutti gli effetti, chiediamo di poter fare il nostro lavoro ed essere utili alla popolazione e alle aziende. D'altro canto penso che rientri nel diritto alla salute se un singolo a cittadino decide di volersi sottoporre a questo test", conclude.