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Terracina, selezione vigili urbani: maxi ricorso degli idonei di Sperlonga

Cinque agenti contestano al Comune di aver revocato in corso d'opera la procedura per attingere a graduatorie esistenti per fare un concorso Leggi su Latina Oggi

C'è un nuovo contenzioso sulla selezione di vigili urbani. Nel mirino di alcuni agenti idonei inseriti nella graduatoria del Comune di Sperlonga, c'è l'annullamento della delibera 56 del 2017 con cui l'ente disponeva di servirsi di graduatorie di altri enti locali per l'assunzione di cinque vigili urbani part-time a tempo indeterminato. Un corposo ricorso di 34 pagine presentato dall'avvocato Dario Bonamano, è stato presentato al Tar.

La procedura avviata dal Comune, inizialmente preveva di attingere dalle graduatorie esistenti per reclutare cinque vigili urbani. Procedura scelta - recitava la delibera - perché «risulta più celere dell'espletamento di un concorso pubblico». Ma poi a novembre era arrivato il cambio di rotta. Il Comune ci ripensa e decide di indire un concorso con procedura aperta, sulla scorta di una nuova pronuncia del Consiglio di Stato che esclude l'obbligo da parte del Comune di scorrere graduatorie già esistentie per tutta una serie di altri motivi.

I ricorrenti, tutti idonei inseriti in graduatoria a Sperlonga, sono però decisi a dare battaglia. Secondo loro gli atti sono tutti annullabili e «non rispondenti al buon andamento della pubblica amministrazione». Intanto non corrisponderebbe al vero quanto scritto nella delibera di revoca, secondo cui alla data del 29 novembre 2017 non erano «pervenuti accordi sia ex ante che ex post con altre amministrazioni». All'invito del Comune di Terracina aveva risposto il Comune di Sperlonga subito dopo, nel mese di aprile. Il dietrofront dunque appare un «incredibile mutamento di interpretazione tra la delibera 56/2017 e la 195/2017», poiché «la prima dava atto che l'uso di graduatorie vigenti presso altri Comuni rispetta il dettato normativo e risulta più celere, la seconda con motivazione esattamente opposta dichiara che la procedura concorsuale aperta costituisce diretta applicazione dei principi costituzionali». 

Ma non è tutto. I ricorrenti si dicono convinti anche che la legge sulla selezione pubblica è dalla loro parte. «Il quadro normativo - scrive l'avvocato nel ricorso - ha inteso scoraggiare nuovi concorsi pubblici per esami laddove vi fossero graduatorie in corso di validità già esistenti». E lo ha fatto per «superare il precariato e contenere la finanza pubblica». Dunque, dovrà essere il Comune a motivare la scelta di optare per un concorso rispetto all'uso di graduatorie già esistenti e «dare conto del sacrificio imposto ai concorrenti già idonei». Né varrebbe, è sempre la tesi dei ricorrenti - l'assunto secondo cui le graduatorie esistenti avrebbero comportato costi per la formazione. L'avvocato presenta lo stato di servizio dei ricorrenti idonei, che hanno lavorato ininterrottamente fino al 2017 e soprattutto «quasi tutti i ricorrenti hanno svolto il servizio di polizia locale a Terracina tra il 2014 e il 2017, ricevendo peraltro attestati di pregio». Nessuno costo, dunque, «perfino le divise - si legge - sono di proprietà». I cinque ricorrenti chiedono al Tar di sospendere tutti gli atti in via preliminare e nel merito chiedono di essere immediatamente assunti. In alternativa, chiedono un risarcimento di 10 mila euro a persona più interessi, per lo stipendio perso.

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