Quella insanabile curiosità per il favoloso mondo del cinema e un'ottima dose di passione mista a curiosità ha portato un uomo che nella vita di tutti i giorni fa l'ingegnere a scrivere un libro che svela «l'altra Gaeta». quella ritratta nei film. E' così che è uscito sabato per deComporre Edizioni (collana Off the Rails) il volume «Gaeta è cinema» di Antonio Di Tucci.

Un lavoro meticoloso che ripercorre il legame storico tra Gaeta e l'arte cinematografica con un'ampia sezione dedicata ai film girati in città oltre che un approfondita ricerca delle strutture che hanno ospitato cinema prima e dopo la costruzione dell'Ariston, che oggi resta il cineteatro più importante del sudpontino.

«Il libro nasce per caso. - dice l'autore - Io condivido con amici il piacere di vedere immagini del passato di Gaeta. Tra l'altro questa passione ha dato vita ala pagina Facebook ‘Gaeta in bianco e nero' ed è lì che abbiamo iniziato a scambiarci sequenze di film, riferimenti, ricordi. Ne è nata una mostra realizzata nel 2014 presso la scuola Virgilio con una raccolta di immagini di venti film. Inseguito ho pensato di approfondire quel progetto».

Dove ha trovato il materiale?
«E' stato tuto frutto di passaparola, io non sono uno studioso del settore cinematografico né della storia del cinema ma amo la mia città che finora è sempre stata descritta per le vicende storiche e per il turismo, io volevo dare un'altra versione».

In quanti film appare Gaeta?
«Io nel libro ne ho raccolti 75, tutti con immagini che riprendono Gaeta, anche solo per una piccola parte; ho ristretto la raccolta solo a cinema e tv, tralasciato documentari o altro. Il lavoro difficile è stato trovare il film e catalogarlo e questa parte mi ha molto coinvolto, perché volevo raccontare Gaeta fuori dagli stereotipi dei libri scritti sulla città»

Il suo libro è diviso in due parti, una piuttosto particolare, giusto?
«Sì, la prima parte è dedicata alle sale cinematografiche e teatri di Gaeta ed è stato prezioso il materiale dell'Archivio storico della città che mi ha consentito di ricostruire il periodo che va dalla fine dell'Ottocento ad oggi. La seconda parte è una sorta di catalogo in cui c'è il film con la locandina e la citazione della città, con una piccola descrizione, la trama del film e i premi. Poi ci sono aneddoti e storie inerenti le riprese girate a Gaeta, con indicazioni delle comparse e degli episodi successi durante le riprese, accompagnati da foto con didascalia in cui c'è l'immagine di Gaeta riprodotta nel film o quelle del set con le comparse. Il primo film è «Aldebaran» del 1934, l'ultimo una fiction rai del 2000». Antonio Di Tucci ha 52 anni e lavora in Comune come ingegnere, questo è il suo secondo lavoro letterario. Il primo era un diario del padre ripreso da lui e si intitola «La guerra è finita».