Cotone "made in Littoria", cronache del Regime. Il suolo dell'agro pontino si associa sin dalla sua bonifica alla produzione del grano. L'opera di redenzione del territorio tra le due guerre si colloca all'interno della cosiddetta "battaglia del grano", questa, attuata dal Regime rende evidente la visione economica che metteva in collegamento le politiche autarchiche e le bonifiche integrali . Politiche che portarono alla realizzazione di nuovi centri urbani e rurali in tutta Italia ma che trovarono la loro incarnazione più calzante nel territorio pontino.

Le pianure dell'Agro Redento, dopo il risanamento idraulico, la lotta al paludismo e la cura della malaria, divennero terreno fertile per la "battaglia del grano" e per la produzione nazionale dell'importante cereale. Il tema dell'autarchia, però, rientrava in maniera poderosa in tutte le strategie del Regime e nel territorio bonificato tra le cinque città fondate e le numerose case coloniche dell'Opera Nazionale Combattenti, oltre al grano, alcune coltivazione alternative furono sperimentate. Come documentato dalla rivista "Tempo" dell'anno 1942 alcuni dei campi pontini, dopo essere stati preparati con un'aratura profonda per preparare il terreno, trovarono impiego nella produzione sperimentale del cotone. Nell'anno 1937 si raccolsero dalle piantagioni 85 quintali di prodotto. Nel 1938 questi furono 821, invece, nel 1939 la produzione fece un salto di qualità e si passo a ben 4550 quintali di cotone.

Nell'anno 1942, ben 2082 ettari di suolo dei poderi dell'Opera Nazionale Combattenti furono coltivati a cotone in maniera intensiva, fornendo circa 10 mila quintali di materiale, pari a circa il 3 per cento della produzione nazionale. Il cotone fornito dall'Agro Pontino rappresentava un dato imponente nel complesso produttivo nazionale. Nell'anno 1942, come si narra nell 'articolo della rivista "Tempo" la vittoria dei coltivatori di cotone era stata messa in difficoltà dalle avversità meteorologiche, ripetute brinate e quattro grandinate avevano messo in forse il raccolto che invece nel mese di settembre fece registrare una produzione davvero abbondante. Le foto a corredo dell'articolo ritraggono un podere, la classica abitazione di una famiglia di coltivatori nella provincia dell'allora Littoria, alcuni momenti della raccolta dove tutta la famiglia è sul campo e anche i bambini partecipano al lavoro.

Quando la bacca di cotone è matura si spacca e fa comparire la lanugine, a questo punto il fiocco viene raccolto e dopo la filatura e la tessitura la stoffa arriva nelle fabbriche per essere stampata in vari colori e sono gli operai a chiudere il ciclo produttivo che l'agricoltore ha iniziato nei campi. Interessante pensare che molti vestiti, camicie e biancheria indossata dalla popolazione italiana nell'arco del Ventennio hanno visto il loro esordio produttivo affondare le radici nel territorio pontino. La produzione del cotone proseguì in molti campi dell'Agro anche dopo la seconda Guerra Mondiale, ma, le coltivazioni furono nel tempo sostituite con altre molto più redditizie.