Fronte unito tra i Comuni del territorio e non solo per far si che l'Appia venga dichiarata patrimonio dell'Unesco. Anche il sindaco di Cisterna Valentino Mantini ha firmato il protocollo d'intesa per la candidatura della "Via Appia. Regina Viarum". Ieri si è svolta la cerimonia presso le Terme di Diocleziano a Roma, alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero della cultura Giancarlo Mazzi e di altre autorità. Il progetto coinvolge quattro regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), dodici province, oltre settanta Comuni, quindi parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e venticinque Università italiane e straniere. «E' stato un lavoro intenso che si è protratto per molto tempo. La firma - hanno dichiarato il sindaco di Cisterna Valentino Mantini e l'assessore alla cultura Maria Innamorato - di questo protocollo d'intesa, fortemente perseguito dall'amministrazione, segna il raggiungimento di un importante traguardo per la nostra comunità.

Con questo riconoscimento (in caso di esito positivo, ndr), si potrà aumentare la promozione del sito e ampliarne la visibilità, l'attrattiva turistica, il miglioramento dei servizi di fruizione e di accoglienza, l'imprenditorialità locale. L'obiettivo della candidatura è quello di coniugare le ragioni della conservazione e della valorizzazione della Via Appia con lo sviluppo sostenibile del nostro territorio per rafforzare l'offerta culturale e per costruire nuove forme di cooperazione e collaborazione con gli enti coinvolti nel tracciato della Regina Viarum. La via Appia è la strada simbolo dello scambio di valori, culture e tradizioni diverse». E ancora. «A Cisterna - afferma - il tracciato dell'Appia emerge nella zona di Le Castella, poi si perde perché l'area è urbanizzata salvo ricomparire nei pressi di via Bufolareccia dove l'antico rudere di una tomba romana testimonia ancora la presenza della Regina Viarum». Sottoscritto il protocollo, seguiranno le verifiche del Consiglio direttivo della commissione nazionale italiana dell'Unesco. Una volta terminato questo passaggio, il dossier scientifico sarà inviato a Parigi, sede centrale dell'Unesco, per la valutazione.