Livorno, 1951. Aristide ha 20 anni conosce Armida, una donna di lungo corso, originaria del Piemonte. E' così tanto navigata che fa conoscere ad un timido e impiacciato ragazzo di provincia, l'ars amatoria ma Armida è una signora che fa anche i tarocchi; legge le carte, interpreta e prevede il futuro. L'incontro è folgorante per Aristide e innesca un racconto tutto da seguire. Aristide vive in una Livorno «dipinta» magistralmente da Ettore Visibielli, autore del libro «I Tarocchi di Armida» che offre un delizioso e sensoriale affresco della città e di una Italia diversa. Il racconto di quei giorni del 1951 si riallaccia a oggi, o quasi. E c'è un motivo: Armida chiede ad Aristide se vuole conoscere la data della sua morte. Si oppure no? La curiosità è più forte di tutto: la data della morte è il 2013. Aristide all'inizio quando conosce il suo destino e ha una vita davanti non ci pensa più di tanto ma quando la previsione riguarda un altro protagonista del libro che poi muore, come aveva previsto Armida, convive con un'ombra che riaffiora. Il romanzo di Visibelli, ha sfumature comiche e drammatiche, permette di interrogarsi in modo ironico e scanzonato come soltanto i livornesi sanno fare sulla superstizione e il significato della vita. Ettore Visibelli, 77 anni, nato a Livorno e residente a Roma e molto conosciuto a Latina dove ha vissuto per molti anni, è chimico organico, dopo oltre 35 anni di lavoro nell'industria si è dedicato alla sua passione: la scrittura. Ha pubblicato Inseguire chimere cavalcando ippogrifi, Ibiskos Editrice, 2001 e poi Il minuetto degli intrighi e delle passioni, Azimut, 2008; Non sarai mai uno scrittore, Libertà Edizioni, 2010; Tutti visi belli, storia di una famiglia, Libertà Edizioni, 2012. L'appuntamento con il suo libro è per giovedì 19 aprile alle 18 a Latina a La Feltrinelli. Interverrà anche il professor Rino Caputo