Allo Stabilimento "La Bussola" di San Felice Circeo tornano gli appuntamenti con la cultura e lo spettacolo. Oggi, sabato 10 Agosto 2019, Nicola Genovese presenterà la sua seconda opera, "Il nipote del prete", atteso seguito de "Il figlio del prete e la zammara".

La presentazione avverrà alle ore 18:00, alla presenza di alcuni personaggi dello spettacolo.

Nicola Genovese, come nelle presentazioni del primo romanzo, soddisferà le curiosità dei presenti con la sua ironia e il garbo che lo contraddistingue.

La storia di Paolo, figlio del protagonista del primo romanzo, Salvo, intrigherà i presenti con i tanti colpi di scena descritti dall'autore, che sarà intervistato dalla giornalista Maria Corrao, che ne ha curato la prefazione.

Nella storia di Paolo e Licia ritroviamo i tratti stilistici che abbiamo imparato ad amare in Nicola Genovese: una scrittura pulita, che arriva dritta al cuore, semplice e nel contempo tanto ricca di colpi di scena che non è possibile lasciare il romanzo prima di vedere ‘come va a finire'.
Paolo, il figlio di Salvo, è il protagonista del romanzo: tanto differente dal padre da vivere quasi una vita al contrario rispetto al genitore. Il giovane nasce in una famiglia agiata, mentre Salvo da piccolo aveva fatto la fame. Studia, ma per amore lascia l'università a pochi passi dalla laurea. Salvo, invece, si era laureato con e per amore.

Le vite di genitore e figlio sembrano messe allo specchio: così simili ma anche così diametralmente opposte. La storia di Salvo parte dalla Sicilia e finisce in Svizzera, passando da Milano. Quella di Paolo inizia in Svizzera, quando è ancora un adolescente, e si conclude in Sicilia, che lo vede padre e imprenditore vinicolo. E proprio la decisione del figlio di rivoluzionare per amore tutti i programmi decisi in precedenza è la molla che fa rompere a Salvo la sofferta promessa che aveva fatto tanti anni prima, rendendo così felice sé stesso e tutti i suoi cari.

"Paolo e Licia – II parte del Figlio del prete e la zammara" è un romanzo di formazione che accompagna la crescita del protagonista e di tutta la sua famiglia. E la famiglia è l'elemento accentratore, il valore fondamentale che, insieme all'amore e all'amicizia, guida le azioni di tutti i protagonisti. In questo libro si riscopre l'importanza dei sentimenti veri, che siano quelli di coppia che quelli tra fratelli, genitori e figli oppure amici. Lo dimostra Paolo, che nonostante la giovane età e una certa scapestratezza, non esita a mettere a disposizione tutta l'ingente somma di denaro da poco ricevuta per salvare la sorella, vittima di una malattia rara, rinunciando ai progetti che aveva fatto per l'utilizzo di quei soldi. Lo dimostra Licia che, seppur timorosa, sfida l'ira del padre per difendere il frutto del suo amore per Paolo. Ma lo dimostra anche Gennaro, diventato amico leale e sincero nel giro dei pochi giorni passati in Argentina, mettendosi a disposizione di Paolo e togliendolo da guai talmente pesanti che avrebbero potuto cambiare per sempre il corso della vita del giovane. In "Paolo e Licia" le emozioni scorrono veloci e non abbandonano mai il lettore, accompagnandolo in viaggio attraverso anni e luoghi differenti, facendogli vivere posti sconosciuti come se fossero familiari, facendogli sentire il profumo e il sapore dei cibi tradizionali, tanto da far venire la voglia di provarli.
Fino all'ultima pagina si trova sempre il motivo per continuare la lettura, avvinti dalla storia e dal modo di raccontarla. E, quando si arriva alla parola fine, quasi dispiace lasciare i personaggi a cui ormai ci si è affezionati, sia quelli nuovi che quelli già conosciuti nel precedente romanzo. Ma alla fine il libro si chiude con un sorriso e un pensiero: speriamo che tornino ancora una volta.