I giardini del Circeo Park Hotel e "Incontri all'Imbrunire" diventano cornice ideale per salutare il Commissario Ricciardi.
Maurizio De Giovanni ci accompagnerà in quest'ultimo viaggio domani sera, alle ore 19, parlando al popolo amico de "Il pianto dell'alba. Ultima ombra del commissario Ricciardi". Un distacco forte, ma umanamente comprensibile, perchè c'è una fine per tutto. Il personaggio nasce quasi per caso nel lontano 2005. Mai De Giovanni avrebbe immaginato che gli avrebbe regalato tanto successo.
«Sì ammetto, un velo di tristezza esiste - ci dice l'autore -, ma il commissario Ricciardi ha vissuto il suo momento, trovando modo e tempo per raccontare la Napoli degli anni trenta che era figlia della sua persona. Per ogni personaggio attivo di questa terra c'è un inizio e una fine».
E' stato duro il distacco?
«È come andare a trovare un vecchio amico, e un attimo dopo lasciarlo. Il saluto finale, l'addio, è un qualcosa che ti prende, resta dentro e non ti abbandona più".
Tanti lettori pensano che de Giovanni e Ricciardi siano stati sin dal primo incontro un tutt'uno, è vero?
«Se la gente pensa questo, se lo affermano i lettori che rappresentano il 50 per cento di un'opera, non può che farmi piacere. Il Commissario Ricciardi fa parte di me, ha vissuto con me, ha raccolto un pezzo della mia vita e l'ha trainata lungo un percorso emozionante».
Il Circeo Park Hotel sembra abbia adottato questo personaggio....
«Questo luogo è una seconda casa, il rifugio ideale dove custodire le memorie di Ricciardi, capace di lasciare un segno ovunque sia andato, anche e soprattutto da Gianluigi Superti a Incontri all'imbrunire».
Che incontro sarà quello di domani?
«Triste e appassionante. Un addio doloroso ma dolce, che saprà portare in dote a questa terra momenti unici da conservare con passione».
Ma non finisce qui...
«Assolutamente no. Il connubio Circeo - De Giovanni continuerà a lungo. A ‘Incontri all'imbrunire' mi sono trovato a casa. I personaggi che verranno sapranno illuminare altri tramonti».
A patto che la "prima" del Napoli sia vissuta secondo il rito del De Giovanni tifoso?
«Gianluigi è stato avvertito per tempo, sa quello che deve fare. Dopo l'incontro ho i miei tempi ed i miei riti».
Riti figli di una napoletanita che va capita e amata...
"Essere figli di Napoli, del suo immenso splendore artistico, è qualcosa che hai dentro, un sentimento che ti hanno trasmesso ma con il quale nasci anche. Sono un uomo fortunato a portare in dote determinate emozioni. E lo sarà per sempre anche il Commisaario Ricciardi. La sua Napoli è anche quella che la quotidianità racconta nei suoi lati in ombra e in quelli più luminosi. Una meravigliosa città».