Da sei anni sotto scorta, per aver avuto il coraggio di raccontare dei clan di Ostia. Da allora la sua vita è cambiata, ma il suo amore per la verità no. Ed è proprio per questo che domani, la giornalista de La Repubblica Federica Angeli, sarà a Latina per raccontare la sua storia e quello del giornalismo d'inchiesta sotto scorta.
Appuntamento fissato alle 18, nella Sala De Pasquale del Comune di Latina, alla presenza del sindaco Damiano Coletta e del presidente dell'Osservatorio regionale Sicurezza e Legalità, Gianpiero Cioffredi.
Una testimonianza che la giornalista sta portando in tutta Italia, sia personalmente, sia attraverso altri mezzi di comunicazione. Come per esempio il suo libro, che ha raggiunto le 20.000 copie vendute e ottenuto numerosi premi. Inoltre, la sua condizione umana, intima e professionale ha ispirato il film "A mano disarmata", distribuito in 220 copie da Eagle Pictures e tratto proprio dal libro della giornalista.
Il lungometraggio, per la regia di Claudio Bonivento, uscito poco tempo dopo la dichiarazione di Salvini sui nuovi criteri di assegnazione delle scorte, è stato accolto con grande entusiasmo e sensibilità anche da parte dell'attrice Claudia Gerini, che nella pellicola interpreta Federica Angeli.
Durante l'incontro di domani, Federica Angeli esprimerà le emozioni e i sentimenti di una donna, di una giornalista, di una moglie e di una madre che ha fatto una scelta umana fuori dall'ordinario in virtù di valori superiori, rendendo la propria professione un'arma pericolosa.
«La piccola guerriera con la penna fra i denti», così come l'ha definita la stessa Claudia Gerini, è un esempio di coraggio, determinazione ed uso corretto della parola e della comunicazione, sentinelle fiere poste in trincea al servizio della verità e della giustizia,
«Vivere sotto scorta - ha raccontato la giornalista de La Repubblica - è terribile. Quando lo Stato ti mette sotto scorta è come dire ‘non possiamo andare all'attacco della mafia, allora stiamo in difesa'. Quando Salvini ha parlato di Roberto Saviano - ha continuato - certo non ha fatto il mio nome ma è come se l'avesse fatto, come se avesse fatto il nome di tutti i 19 giornalisti che vivono sotto scorta nel nostro paese».
A Latina, Federica Angeli si renderà testimone di ciò che realmente implica nella vita di tutti i giorni anche psicologicamente per lei essere sotto scorta, condizione che condivide con altri 19 colleghi appunto. Come'è cambiata la sua di vita da quando venne sequestrata dai clan Spada e minacciata di morte per la sua inchiesta nel maggio del 2013 fino all'inizio del maxiprocesso contro il clan, il 6 giugno 2018?