È rimasto per 30 anni nel cassetto il saggio sugli aspetti della cultura afro americana che il giovane Francesco Prandi aveva deciso di scrivere. Era spinto dal suo interesse e dalla sua passione per la conoscenza di quel mondo trapiantato oltre oceano. Negli anni ‘70 del secolo scorso, si era aggirato a lungo negli States per sapere e per capire. Aveva letto libri, avuto incontri, intervistato persone, aveva studiato il tema che lo affascinava sotto i più diversi punti di vista: storico, sociologico, politico, culturale, umano. Così si era avvicinato a quei punti di riferimento determinanti, rappresentati da personaggi chiave, per dare una risposta alla sua esigenza di conoscenza. Per quel saggio, che oggi scopriamo preciso e puntuale nel suo esame relativo ai riflessi della cultura africana nella letteratura e nei movimenti separatisti degli afro-americani degli U.S.A., allora i tempi non erano maturi per un'immissione nel mercato. Era stata questa l'opinione degli editori. Poi è accaduto qualche cosa che ha spinto l'autore a portarlo alla luce. Nella lunga storia di una durissima schiavitù, di una lotta ancora più dura per la conquista di diritti, per il riconoscimento di una propria identità, nel terzo millennio qualcosa di eccezionale ha luogo: alla Casa Bianca si è insediato per la prima volta un Presidente di colore, liberamente scelto dal popolo americano. Francesco Prandi avverte finalmente un radicale cambiamento nella storia, e pubblica con AliRibelli Edizioni "Cultura Afro-americana o Cultura Anglo-americana?". Lo schiavo negro, "selvaggiamente sfruttato per secoli, massacrato nel corpo e nello spirito si risolleva" fino a divenire Presidente degli Stati Uniti di America. "E pensare - dice l'autore - che c'è ancora tanta gente al mondo, specialmente in Italia, che continua imperterrita a credere che, in fondo in fondo, anche se accadono tante cose, non cambia mai niente. Ecco perché oggi ci troviamo... con il ‘culo' a terra". Siamo abituati ad incontrare un Prandi romanziere che spazia dalle realtà quotidiane alle terre toccate viaggiando nel mondo. Questo saggio ci avvicina a un altro Prandi, studioso impegnato nella ricerca per trattare argomenti storici e sociali, approfondendoli in modo chiaro ed esaustivo. Sarà il giornalista Fabrizio Giona a presentare libro e l'autore domani, alle ore 17, presso il Museo della Terra Pontina a Latina.