Letteralmente "Locura de guitarras", nome del Trio che si è esibito l'altra sera al Circolo Cittadino di Latina, significa "Follia di chitarre": ben venga allora questa benedetta "follia", se essa si identifica con il fiume di musica bella, calda, coinvolgente e avvolgente, di cui gli spettatori hanno potuto godere nella graditissima circostanza. Composto da Riccardo Ascani, chitarra e frontman del gruppo, Roberto Ippoliti chitarra, Attilio Celona percussioni, il Trio ha subito conquistato il pubblico, trascinandolo per l'intersa serata con le sfumature sempre diverse della sua musica. Molto vari i brani eseguiti, a cominciare da quello tratto da "Fiesta en el Mar", uno degli album più famosi di Ascani, passando via via a tante altre performance. I tre strumentisti sono molto affiatati, di più: in simbiosi perfetta. Le dita volano sulle chitarre, le mani di Celona battendo diventano il ritmo perfetto per "Comme d'habitude", versione originale di quella che diventerà la celeberrima "My way" di Frank Sinatra (con le parole scritte da Paul Anka).
Ma in questo caso le parole non servono: parlano le note dei brani, che con quella professionalità e passione che fanno sembrare tutto semplice e naturale, i nostri presentano durante la serata. Ci sono ritmi più fluidi e d'ambiente, le sonorità di una composizione di Ascani diventata colonna sonora di una nota telenovela in Venezuela, uno dei numerosi trascinanti pezzi dei Gipsy Kings, oppure ancora il brano intitolato come uno dei capitoli di "Oceano Mare" di Alessandro Baricco, che Ascani dedica al presidente del Circolo, Alfredo De Santis.
Lo stesso che, in apertura della serata, aveva dato il bentornato alla splendida formazione che si era già esibita nell'ambito del Jazz Contest ideato e organizzato da Luciano Marinelli, sia un paio di anni fa, con una scelta che era stata una vera e propria scommessa, sia lo scorso mese di gennaio. Insomma: non c'è due senza tre. E sta per cominciare un nuovo anno. Anche in quest'ottica, De Santis ha voluto dedicare la serata proprio a Luciano "che mi ha insegnato ad amare il jazz". Ed è proprio il jazz, anzi la rivisitazione in chiave jazz del flamenco, la forza di Ascani e del Trio.