"Intrecciare" è un'arte che va conservata e soprattutto tramandata. Sia che si tratti di rami di piante per realizzare cesti o fili da cui prendono vita merletti, tovaglie o coperte, questi antichi mestieri, oltre ad essere un patrimonio di tradizioni, abilità e segreti secolari di alcune comunità, possono diventare molto preziosi per le nuove generazioni. A questo proposito nasce il progetto "Intrecci e Trame" presentato qualche giorno fa al Comune di Prossedi che punta alla valorizzazione dei paesi e gli usi della civiltà contadina. Prossedi ha ottenuto un finanziamento da parte di Anci Lazio per creare il suo laboratorio dove tenere lezioni gratuite, aperte a tutti, che inizierà dopo le feste natalizie. «Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo finanziamento da Anci - ha spiegato Angelo Pincivero, sindaco di Prossedi -; siamo molto attenti a dare importanza alla nostra comunità con varie iniziative. Intrecci e Trame è una bella occasione che sono convinto avrà un grande ritorno».
Il progetto presentato in conferenza, alla quale hanno preso parte anche gli studenti dell'Istituto Comprensivo Don Andrea Santoro (Prossedi-Priverno), è realizzato in collaborazione con l'associazione "Il tempo nelle mani". «Nella nostra comunità è ancora forte la tradizione del ricamo e degli intrecci - ha sottolineato Danilo Torella, consigliere del Comune con delega alla Cultura -, abbiamo testimonianze che risalgono al 1850 quando la principessa Augusta Bonaparte avviò una campagna che coinvolse le giovani di Prossedi per insegnare loro la pratica del ricamo». Grazie al supporto di Anci Lazio partirà una significativa iniziativa. «Questi progetti sono molto importanti - ha proseguito Francesco Chiucchiurlotto, coordinatore regionale di ‘Borghi e Paesi del Lazio' di Anci - perchè assicura una salvaguardia della cultura delle tradizioni contadine e la consegna ai giovani, crea anche occupazione e favorisce un nuovo trend che abbiamo chiamato ‘Controesodo', in un'ottica di rinascita e per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri».
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