È stata presentata ai fedeli lo scorso sabato, la scultura-installazione "L'Angioletto nero" realizzata da Francesco Guadagnuolo. L'inaugurazione è avvenuta presso la Chiesa "Annunciazione Beata Vergine Maria" di Aprilia.  L' opera è nata dall'ispirazione che Guadagnuolo ha tratto meditando sul testo di una canzone cantata da Fausto Leali nel ‘68 dal titolo "Angeli negri" che racconta di un pittore a cui viene chiesto di dipingere un angioletto nero accanto alla Madonna. La scultura dell'artista siciliano è diventata simbolo umanitario che raccoglie in sé tutte gli eventi negativi del mondo, le violenze e le atrocità subite anche dai bambini in guerre e conflitti (tanti bimbi muoiono nelle zone colpite da guerre) ma anche, nella quotidianità. La scelta del colore nero sta a sottolineare che al di là dell'etnia apparteniamo tutti alla stessa famiglia. Guadagnuolo, come artista umanitario, Ambasciatore di Pace dell'Universal Peace Federation - Ong accreditata con "Special Consultative Status" presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite - rievoca il rispetto dei diritti umani e dell'infanzia, contro ogni forma di ingiustizia e a difesa della vita. Un bambino di colore che dopo l'angoscioso esodo viene adagiato in una mangiatoia a forma di croce, simbolo della Passione di Gesù Cristo, con le braccia e le mani protese in avanti verso il prossimo. La visione dell'artista Guadagnuolo cerca di tradurre il messaggio di pace di Papa Francesco contro ogni forma di arroganza, di egoismo e individualismo sempre più diffusi nel genere umano. Guadagnuolo ha cercato di rispondere alla domanda su come dipingere un Bambino Gesù prossimo all'epoca attuale e in fondo, comunque, chi può dire con certezza di che colore era la pelle di Gesù? In Terra Santa peraltro è raro trovare persone con capelli biondi e occhi azzurri. Inoltre, si percepisce, nell'opera, la solitudine umana (il bambinello sta in una mangiatoia di cemento, sinonimo di freddezza e di distacco) e la solitudine di Gesù adulto abbandonato, nel compimento della sua opera con cui ha dimostrato il suo grande amore verso l'umanità. Atto su cui tutti noi dovremmo riflettere