La storia della civiltà che attraversa il ‘900. Il Novecento, per alcuni il secolo breve, per altri il secolo lungo, ha certamente fatto scrivere molte pagine su tutti gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato e reso cruciale nell'evoluzione dell'attuale società post moderna. Delle diverse interpretazioni storiografiche e delle conseguenze dirette della storia sulla realtà civile, politica e culturale che sta vivendo dell'Italia si è parlato approfonditamente nell'incontro organizzato da Antonio Scarsella per Officine Cultura e Sviluppo, ospitato nella sede del Consorzio industriale Roma- Latina. Ospite d'eccezione Miguel Gotor autore de L'Italia nel Novecento (Ed. Einaudi). Sul palco, insieme al docente di storia dell'Università di Torino, il consigliere regionale Enrico Forte e Alessandro Panigutti direttore di Latina Oggi. Assente giustificato Silvano Moffa, l'ex deputato di An che non ha partecipato all'iniziativa a causa di una indisposizione. Gotor, nella sua ultima opera identifica e prende in esame gli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso e allo stesso tempo scandaglia anche l'uso che la politica fa della storia. Fornisce così interpretazioni originali, e trova negli accadimenti, depurati da ogni interpretazione ideologica, delle continuità che continuano a segnare la vita delle persone, delle diverse generazioni che vivono nel Bel Paese. Fenomeni sociali come la solitudine, il narcisismo e le nuove forme del potere economico sono stati al centro dell'intervento di Enrico Forte che ha evidenziato: «la nuova sfida di chi si pone degli interrogativi sui temi della giustizia sociale, sul mutamento repentino dei costumi, sulle nuove forme del capitalismo e dello strapotere della finanza si può affrontare solo con il pensiero critico, che questa lettura di Gotor aiuta a sviluppare». L'enorme distacco generazionale che si avverte in questo periodo è stato invece preso in esame, durante l'incontro dal giornalista Alessandro Panigutti che ha sottolineato quanto la differenza del "comune sentire" non si consumi più sul mero piano ideologico e militante, questo confronto, ormai è stato spostato su tavolo anomalo, quello della capacità di utilizzo degli strumenti tecnologici. Il Novecento per Gotor è un secolo lungo e molti fenomeni attuali, come il nazionalismo e l'antisemitismo, secondo l'autore, affondano le loro radici nell'800 ed è proprio lì che lo storico prende le mosse nelle sue pagine per far comprendere al lettore come alcuni eventi rivoluzionari ed anche le successive ricomposizioni di calma governativa siano una costante nella storia italica. "Acceleratore" e "freno", sono i due pedali che caratterizzano il lavoro dello studioso per fornire uno sguardo equilibrato sulle vicende che attraversano il paese e permettono così di amplificare un approccio critico che non si lascia incantare da letture ideologiche e politiche preconfezionate, spesso fornite da altri studiosi. La sua lettura individua due modalità che si ripetono con periodicità in Italia: le stragi e il compromesso che ne segue, a prescindere dalla forma di governo presente nel periodo, sia esso di tipo autoritario o democratico. Una posizione originale quella di Gotor che viene affiancata dalle analisi di rivoluzioni cominciate nel secolo scorso e ancora non terminate, come quella femminile, la disamina dei fenomeni migratori e l'avvento dell'E-Commerce. Tutto questo all'interno di un dibattito mai sopito tra radicali e moderati, eterno dibattito che tuttora segna la storia sociale e politica all'interno del Paese.