Bisogna avere le idee chiare e una spiccata personalità per scegliere l'impegnativo nome d'arte Borges, mutuato dal celebre scrittore argentino. Qualità che dimostra di possedere ad appena 21 anni il cantautore Simone Coppi, talento emergente nel panorama nazionale, un bellissimo volto androgino incastonato da fluenti riccioli con l'intensa, potente voce. Il suo primo singolo ‘A cosa serve' è da poco uscito nella versione video, fruibile su Youtube, diretta dalla sapiente regia di Emanuel Lo, autorevole musicista, ballerino e coreografo nonché compagno di Giorgia. Nato a Latina, diplomatosi al liceo musicale e iscritto alla Sapienza di Roma al corso di Letteratura, Musica e Spettacolo, da 11 anni Borges vive e trova ispirazione dall'idilliaco paesaggio del Circeo, dove ha composto il suo brano delicato e poetico: "Quando scrivo delle canzoni non cerco mai di dettare un significato univoco - rivela al telefono - è l'ascoltatore, a seconda del proprio stato d'animo, a trovarlo. Sicuramente è un brano introspettivo, può parlare di un addio come di un ritorno, ma c'è un'incomunicabilità di fondo, un tema estremamente attuale, radicato nella nostra cultura contemporanea, secondo me antecedente al Covid.

Perché il nome d'arte Borges?
Per me è il poeta argentino per eccellenza, sin da piccolo ho letto le sue opere, identificandomi sempre nei suoi temi fulcro. Cito ‘Il labirinto' con la continua lotta tra il bene ed il male, la nostra interiorità sempre in movimento, un flusso continuo della nostra anima dettato da scontri frequenti. La mia via d'uscita è stata la musica che mi ha liberato da queste tensioni, assopendole. Leggendo le parole di Borges sono talmente emozionato che le sento vibrare, vedo delle immagini che procedono in una dimensione onirica, mi catapulto dentro i loro significati. Appassionandomi alla mitologia greca ho scoperto il concetto del ‘dáimon' che si fonda sulla parola vocazione, cioè la chiamata: tutti noi siamo qui con un compito sulla terra, il mio lo affermo con certezza è la musica, l'unica entità che non mi ha mai tradito, l'hanno fatto le persone ma la musica c'è sempre stata, nei momenti di gioia come di dolore.

Due gli incontri importanti, con Luca Velletri e Clara Galante.
Luca è stato il mio pigmalione, incontrato ad appena 12 anni. Al di là della sua bravura e professionalità, ci siamo trovati dal punto di vista umano, c'è stato un vero e proprio scambio. Mi ha insegnato molto del canto, con lui e il suo team all'Anfiteatro Academy ho fatto alcuni musical scoprendo un altro mondo, mettersi su di un palco e non solo cantare ma lasciare qualcosa di sé e, al contempo, recitare e ballare, una dimensione nuova. Con lui come coach ho partecipato al programma tv di Rai Uno ‘Ti lascio una canzone', è una figura a cui devo molto. Con Clara Galante ho scoperto quanto recitazione e musica fossero prettamente collegate. Durante gli stage abbiamo lavorato dapprima con il corpo, strettamente connesso con l'anima, con esercizi mirati alla scoperta di se stessi, e subito dopo usciva il suono della voce. Un percorso estremamente formativo e significativo anche con lei, una splendida donna, mi ha fatto scoprire parti nuove di me stesso, attingendo a delle risorse che nemmeno credevo di avere. Dietro una canzone c'è tanto lavoro e sacrificio, io tendo sempre a migliorarmi con studio, dedizione e disciplina, perché credo molto in quello che faccio e sento la responsabilità di dover comunicare un messaggio agli altri.

L'esperta e sapiente regia di Emanuel Lo ha impreziosito il video del brano.
Un grandissimo professionista che mi ha messo a mio agio alla prima esperienza filmica, riuscendo a tirare fuori il meglio di me. Le riprese sono durate un intero giorno, un lavoro capillare insieme a delle comparse che traducevano in emozioni le mie parole. Ho trovato geniale la sua visione narrativa con l'amore declinato in tutte le sue forme e sfaccettature. Mi sono formato con la musica italiana dagli anni ‘60 agli ‘80. Battisti, Dalla, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Mina, Gino Paoli, Tenco sono i miei modelli a cui sono legato emotivamente, prendendo spunto da loro ma alla fine sto cercando di trovare la mia cifra, voglio essere apprezzato dal pubblico per la mia autenticità ed originalità.