Ieri siamo stati sul set del nuovo mockumentary che andrà in onda su SkyArte - il canale dedicato alla cultura e alla creatività - nella prossima primavera.
Silenzio, si gira. Massimo Ferrari dirige, dietro la macchina ci sono Enrico De Divitiis coadiuvato da Maurizio Carraro, Mara De Longis cura i costumi e le scenografie. È una troupe quasi tutta pontina, eccezion fatta per il direttore della fotografia, Blasco Giurato (Premio Oscar per il film "Nuovo Cinema Paradiso") e lei, la protagonista, Gabriella Pession che vediamo apparire all'improvviso in cima allo scalone del foyer del Teatro D'Annunzio.

Bellissima, scende le scale lentamente con un'eleganza e un'andatura sinuosa che le regalano un alone da diva di altri tempi, tanto che quasi sembra di vedere il personaggio femminile che interpreta: Tamara de Lempicka. Mockumentary è un po' una parola nuova, non si sente spesso, è presa in prestito dal linguaggio anglosassone (fusione di due parole mock e documentary) e sta a significare fare il verso al documentario. Il progetto è della MaGa Pruduction di Gaia Capurso e racconta e documenta il percorso che un attore sostiene per arrivare a interpretare un personaggio. Pausa pranzo, la troupe si sposta per mangiare da "Già Sai" che partecipa come sponsor al progetto. A tavola abbiamo modo di scambiare qualche battuta con regista ed attrice. «Abbiamo incontrato piena disponibilità da parte del Comune - sono le parole di Ferrari - che ha messo a disposizione il teatro per le riprese e il Museo Cambellotti, dove gireremo altre scene. Un grazie va anche alla Latina Film Commission di Rino Piccolo, che ha messo a nostra disposizione parte delle attrezzature. Questo è un progetto sperimentale, diverso dal classico documentario, dove si fanno interviste agli esperti e ai critici per arriva a ricostruire la figura del protagonista. Noi vogliamo raccontare il personaggio, attraverso l'attrice che lo interpreta, in questo caso un personaggio femminile. Da qui il titolo 'Io e Lei'. È un work in progress, il lavoro prende forma strada facendo, è un incontro di professionisti che concorrono al risultato. Mi piaceva l'idea di raccontare il percorso. Prendo in prestito una frase di Fellini che dice: 'Fare un film è come fare un viaggio, ma del viaggio mi interessa la partenza e non l'arrivo': ecco, se noi riusciamo a dare l'idea del viaggio fatto per arrivare all'interpretazione del soggetto, abbiamo centrato l'obiettivo: raccontare come era la Lempicka esteticamente ma anche intimamente. Domani, l'attrice avrà un dialogo con uno psicoterapeuta per discutere, ad esempio, su alcuni lati della personalità della pittrice, del suo narcisismo che l'ha portata ad avere momenti di grande entusiasmo alternati a momenti di depressione. Lavoriamo per garantire allo spettatore un'immagine il più fedele possibile, e questo si può realizzare anche grazie a Gabriella, che si sta mettendo in gioco. Le ho detto: partiamo e poi vediamo. Questa cosa poteva anche intimorirla e invece lei ha accettato subito».

«Sì, è vero - gli fa eco la Pession -, amo la pittura e in particolare la Lempicka. Quando ho ricevuto la proposta ho accettato subito. Il progetto ha un taglio inusuale perché racconta tutto ciò che è dietro il ciak che è la parte più viva ed interessante del mio mestiere».

Fotografie di ©Enrico De Divitiis