Ci aveva lasciato con un simpatico rebus Silvio Di Francia nel corso della sua conferenza in diretta live dal Comune di Latina nei giorni scorsi. Nell'anticipare le manifestazioni che caratterizzeranno il cartellone "Un mare di eventi", l'assessore alle politiche culturali aveva evidenziato la data della ricorrenza dell'allunaggio, che il capoluogo avrebbe ricordato con una Notte Bianca a tema, scandita da varie iniziative e da un gran finale con un ospite di richiamo pronto ad esibirsi in piazza. "Pensateci - aveva detto - chi potrebbe avere a che fare con la luna?".
La risposta è di quelle che emozioneranno i giovani in primissima linea, perché sul palco nel cuore della città capoluogo salirà Achille Lauro, moderno Neil Armstrong in questo momento brillante della sua carriera. Il motivo è nella sua musica. E l'assessore Di Francia lo ricorda: Lauro ha inserito la storica data del 20 luglio nel suo singolo "1969", traccia che ha poi dato il titolo anche al quinto album prodotto da Fabrizio Ferraguzzo e Boss Doms, già un successo dopo "Rolls Royce" e "C'est la vie". Il disco, con i suoi ritmi che rendono sempre più difficile rinchiudere il rapper (ma questo termine non gli calza più) in un genere preciso, dimostra tutto il suo eclettismo, la crescita da un passato che sembrava muoversi nell'underground hip hop ad un presente di evoluzione che siamo certi riserverà altre sorprese ancora. Basta ascoltare i pezzi del nuovo progetto musicale: "dalla trap a oltre la trap", come hanno evidenziato le più accreditate riviste del settore. Versi di malinconia e suoni rock, una sensibilità forse inaspettata, un metodo di scrittura distante e innovativo rispetto ai classici, Achille Lauro - uno di quegli artisti che ami o non ami, senza vie di mezzo - non teme di pronunciare parole come "cambiamento, contaminazione e rottura". In fondo questo momento così importante è un po' come la conquista della luna per lui. Quel satellite misterioso, unico della Terra, che veglierà sulla Notte Bianca e sulla sua festa.