Il compleanno di Altobelli
29.11.2025 - 10:30
Entri nell'antico palazzo comunale di Sonnino e ti trovi di fronte Pelè e Maradona. Resti basito, inutile nasconderlo, tornando bambino per un attimo. Gli occhi che luccicano di fronte a quelle magliette che fanno bella mostra in uno scenario pazzesco.
Sono le ore 16 di un venerdì pomeriggio, datato 28 novembre, quando la storia calcistica di Alessandro “Spillo” Altobelli prende forma attraverso le magliette da lui indossate con Sonnino, Latina, Brescia, Inter, Juventus e ancora Brescia e dei suoi avversari. Tra le tante, quelle di Paolo Rossi, suo compagno di squadra nel meraviglioso mondiale spagnolo, del Lanerossi Vicenza e della Juventus. Per non parlare di quella di Paola Di Canio, del suo gol sotto la curva sud nello storico derby per lui e per la Lazio.
Un tuffo nella storia, perché ogni sala, ieri pomeriggio, profumava di storia. Cimeli incredibili, pezzi d’antiquariato, di quello per il quale nessun assegno milionario potrebbe essere staccato: le magliette esposte, è certificato, non hanno prezzo, come la storia del nostro campione del mondo.
I ritagli di giornale che raccontano il mondiale in Spagna, il suo gol che ha messo il “cappellino” al lungo e delizioso aperitivo azzurro in quel del “Santiago Bernabeu” di Madrid. Nello storico e antico Palazzo Comune di Sonnino, le emozioni, parafrasando una vecchia pubblicità, ieri si potevano tagliare con un grissino. L’angolo di storia dedicato a Latina e al Latina, il trampolino di lancio. Poi, scorrendo, tutte le altre squadre. Complice la meravigliosa regia del presidente della Lega Collezionisti, il nostro Agostino Lattuille, che unitamente a Cesare Coletta, ha messo in piedi, qualcosa di semplicemente meraviglioso.
Siamo stati moderatori, noi di Latina Oggi. Fieri, lo possiamo dire, di aver supportato a dovere i racconti di due ex grandi calciatori: Andrea Carnevale e Michele Padovano. Da “Il destino di un bomber” a “Tra la Champions e la libertà”, il passo è stato breve, ma deciso, perché l’uomo arriva sempre prima del calciatore e quando ti ritrovi, come è accaduto ad Andrea e Michele, a dover fare i conti con qualcosa molto più grande di te, la forza per riemergere devi - come hanno tenuto a sottolineare loro stessi ieri sera - trovarla in te stesso. Andrea Carnevale lo ha fatto da piccolino, trovando soltanto ora il coraggio di dire quello che tutto il mondo già conosceva. Michele Padovano lo ha fatto 17 anni dopo quel 10 maggio 2006 quando tre macchine gli sbarrano la strada e quattro agenti in borghese lo trascinarono fuori dalla sua auto per portarlo alla caserma di Venaria Reale. Era il 31 gennaio 2023 quando, invece, arrivò la telefonata liberatoria: «È finita, Micky, è finita! Sei stato assolto!».
Ieri sera hanno parlato di queste storie, trovando modo e tempo per commuovere il popolo di Sonnino. La giovinezza di Andrea segnata da una terribile, duplice tragedia: la madre venne uccisa a colpi d’ascia da un marito folle, sul greto di un torrente vicino casa; e l’uomo qualche anno più tardi si suiciderà davanti ai propri figli. E Michele, passato dall’alzare la Coppa dei Campioni a finire ingiustamente dietro le sbarre. Storie di vita venerdì 29 novembre a Sonnino.
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