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Cronaca

Esplosione in palazzina ad Anzio: tre feriti e 32 persone sfollate

Deflagrazione forse causata da una caldaia in un appartamento di corso Italia, poi l’incendio. Un uomo è in gravi condizioni, evacuato l’intero edificio

E’ di tre feriti (di cui uno grave) e 32 persone evacuate il bilancio della tremenda esplosione, seguita da un incendio, che si è verificata ad Anzio in una palazzina di corso Italia. La deflagrazione è avvenuta sabato pomeriggio al secondo piano del condominio che si trova nel quartiere Europa, distruggendo l’appartamento che si trova al secondo piano. Poi è scoppiato il rogo che ha creato il panico tra i residenti e vicini.

Nell’esplosione un uomo è rimasto ustionato in modo gravissimo, mentre altre due persone sono state soccorse con ferite lievi e affidate ai sanitari del 118. Secondo una prima ricostruzione l’origine della deflagrazione sarebbe derivata dall’esplosione di una caldaia. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del Fuoco, inoltre in via precauzionale è stato sgomberato l’appartamento al terzo piano e l’intera palazzina è stata evacuata. Per questo motivo sono intervenuti anche i Servizi Sociali del Comune di Anzio, che hanno provveduto a trovare una sistemazione per la notte alle 32 persone sfollate dagli appartamenti di Corso Italia. Sedici sono in hotel e si tratta di famiglie con minori o disabili, le altre sono al Palazzetto dello sport. A seguire da vicino le operazioni il vice sindaco, Pietro Di Dionisio, l’assessore al patrimonio, Antonino Buscemi e quello ai servizi sociali, Rita Pollastrini. Fondamentale il supporto della Polizia locale, dei servizi sociali, del pronto intervento sociale, dei volontari del Gruppo comunale di protezione civile e di quelli della Croce rossa.“I più fragili sono stati sistemati in due hotel – spiega l’assessore Pollastrini – gli altri appunto nel palazzetto. Sin dal primo minuto il sindaco ha attivato tutti i canali utili in casi del genere e sono iniziate le attività per ospitare i residenti. Un grazie di cuore ai dipendenti, al pronto intervento sociale e ai volontari per quello che hanno fatto e stanno facendo».

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