Politica
05.03.2026 - 20:30
Ornella Pistolesi e Alessandra Lombardi della Rete dei Cittadini
La Rete dei Cittadini di Aprilia aderisce al comitato del «no» in vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Una decisione comunicata con una nota stampa ma già nell'aria da alcuni giorni, visto che il gruppo storico del movimento (gli ex assessori Alessandra Lombardi e Gianluca Fanucci e l'ex consigliera comunale Ornella Pistolesi) hanno presenziato all'evento di domenica organizzato dal comitato.
«Riteniamo che la Costituzione rappresenti il pilastro della convivenza civile. La riforma oggetto del referendum, incide profondamente sulla divisione dei poteri dello Stato e sulla loro indipendenza e autonomia. Per una forza civica - afferma la Rete dei Cittadini - nata dal territorio e cresciuta nel confronto diretto con i cittadini, la qualità della democrazia e la tutela dei diritti non sono principi astratti, ma responsabilità quotidiane. Inoltre, questo referendum lascia aperto il tema di come verranno effettivamente riorganizzati organismi costituzionali fondamentali come il Consiglio Superiore della Magistratura, configurandosi di fatto come un assegno in bianco potenzialmente pericolosissimo e un precedente grave, perché il Governo potrebbe avere influenza sulla Magistratura che con il sorteggio verrebbe depotenziata e dequalificata a causa della lotteria dei magistrati. Questa riforma aumenta i costi della giustizia, non migliora i procedimenti giudiziari e non porta alcun vantaggio reale ai cittadini. Tutto questo, unito alle leggi già emanate da questo governo in materia di giustizia, ha come unico fine quello di dare al parlamentare oltre all'immunità anche l'impunità. La nostra adesione al Comitato per il No nasce dalla convinzione che eventuali modifiche alla Carta costituzionale debbano essere ampiamente condivise, migliorative e orientate al rafforzamento della partecipazione e non alla sua compressione. La democrazia si difende ogni giorno. Per questo motivo invitiamo elettrici ed elettori a recarsi alle urne e a votare no».
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