La fede va oltre i confini, supera le barriere prima mentali che fisiche. E così succede che a Itri, che da tempo ha attivato programmi di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo arrivati sul suolo nazionale dall’Africa centrale, la comunità cristiana accolga a sé un nutrito gruppo di cittadini stranieri. L’occasione per unire le proprie esperienze umane in un grande, caloroso abbraccio di speranza e fratellanza, è arrivata in occasione del Santo Natale. Nella chiesa della Madonna delle Grazie è stata infatti organizzata una celebrazione in onore degli ospiti africani accolti in paese. A celebrarla è stata don Alessandro Corrente, viceparroco della chiesa, davanti a una platea di circa cinquanta cittadini africani, alcuni dei quali arrivati anche dai Comuni vicini per partecipare alla benedizione. Oggi, 31 dicembre, per l’ultimo dell’anno si terrà una nuova celebrazione dedicata ai rifugiati, alle ore 15. L’iniziativa è nata quasi per caso. Alcuni di loro, infatti, fin dal loro arrivo a Itri hanno sentito il bisogno di frequentare la chiesa e pregare. Si è quindi messa su l’iniziativa. Chiamati a raccolta gli immigrati, si è però posta la questione della lingua. Che problema c’è? Le letture sono state fatte sia in lingua inglese, direttamente da don Alessandro, sia in francese, con l’aiuto di uno degli ospiti che si è prestato a fare da traduttore. Per il suo particolare svolgimento, la celebrazione è durata quasi due ore. Un momento di vera e sana integrazione.