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Sanità pontina a cinque cerchi: quattro "nostri" professionisti in prima linea alle Olimpiadi

Sono tutti anestesisti rianimatori della provincia, inseriti nel dispositivo sanitario impegnato a Milano-Cortina

Sanità pontina in pista alle Olimpiadi invernali. A rappresentare il nostro territorio, privo di atleti in gara (la sciatrice di Latina Giulia Valleriani è stata esclusa a sorpresa dalla lista dei convocati azzurri) ci hanno pensato quattro anestesisti rianimatori, professionisti chiamati a far parte del dispositivo sanitario impegnato a garantire assistenza ad atleti, familiari e pubblico, operativi sia nelle zone di gara sia nei villaggi olimpici.

Daniel Leiweke di Formia, Flavia Aghilone di Aprilia, Massimo Caula di Anzio prestano servizio all’ospedale Santa Maria Goretti; Federica Bruschi di Latina, invece, svolge la professione nel Regno Unito, presso il Royal London Hospital: tutti selezionati attraverso un percorso nazionale altamente qualificato che ha visto oltre tremila candidature, per poco più di mille posti disponibili e necessari per completare la task force dell’assistenza sanitaria delle Olimpiadi di Milano-Cortina, formata in gran parte da professionisti delle regioni coinvolte dall’evento a cinque cerchi.

Numeri che rendono l’idea della complessità della macchina organizzativa messa in piedi per garantire tutela sanitaria, assistenza e gestione di emergenze in un territorio ampio e logisticamente articolato, distribuito tra Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige. I bandi nazionali hanno richiesto non solo medici, ma anche infermieri, fisioterapisti, psicologi, odontoiatri, tecnici di radiologia, Oss e altre figure specialistiche. Federica Bruschi, che una volta terminata l’esperienza a cinque cerchi tornerà a Londra, è ancora al lavoro presso il Villaggio Olimpico di Milano, gli altri tre sono rientrati al Santa Maria Goretti (l’impegno olimpico li ha visti in servizio nella prima fase dei giochi: Daniel Leiweke allo Snowpark Mottolino di Livigno, Massimo Caula presso la stazione medica di Bormio e Flavia Aghilone al Carosello 3000 Area Ski di Livigno).

Postazioni diverse, atmosfere differenti, ma per tutti loro un comune denominatore rappresentato dalla passione per il proprio lavoro, che li mette quotidianamente davanti all’emergenza. Un’esperienza che arricchisce il bagaglio di conoscenze dei quattro medici pontini, ancora giovani ma già specializzati; giornate vissute tra piste e villaggi, animate dall’amore per lo sci nello specifico e per le discipline invernali in generale. «Abbiamo conosciuto tante persone, ci siamo rapportati con varie realtà - hanno commentato all’unisono i quattro professionisti - Potendo partecipare all’evento sportivo per eccellenza: qui si respira veramente la purezza dello sport: per tutti l’importante è esserci».

Dalle piste da sci si torna in ospedale, senza nostalgia della neve, troppo forte il richiamo della sala operatoria per chi ha deciso di dedicare la propria vita a salvare vite umane in situazioni critiche.

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