Il fatto
17.02.2026 - 17:00
È stato rinviato il processo per la morte di un operaio a Sonnino fulminato in un cantiere. Il Collegio penale del Tribunale di Latina - presieduto dal giudice Elena Nadile - ha disposto l'incompetenza per materia inviando gli atti in Corte d'Assise per la morte di Umberto Musilli, 67 anni. I magistrati hanno stabilito che gli imputati non dovevano essere rinviati a giudizio davanti al Collegio Penale per il tipo di reato contestato ma in Corte d'Assise. L'uomo in fin di vita era stato trasportato al di fuori del cantiere, sulla strada, insieme al suo motorino per allontanare i sospetti di un incidente sul lavoro e simulare un malore. È questa la ricostruzione degli investigatori. I fatti contestati erano avvenuti nel giugno del 2022, gli imputati sono accusati a vario titolo di concorso fra loro, per i reati di omicidio volontario con dolo eventuale, favoreggiamento personale aggravato continuato, rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Le motivazioni della decisione del Tribunale saranno depositate tra 15 giorni.
Secondo le indagini gli imputati avevano spostato la vittima agonizzante, dopo averla sistemata su una tavola, e portandola su una strada insieme al suo motociclo per inscenare una caduta. In aula erano presenti i familari della vittima a partire dal figlio Antonio: "Nessuno purtroppo mi darà mio padre, chiediamo e vogliamo giustizia", ha detto. Lo scorso novembre il giudice per l'udienza preliminare Barbara Cortegiano aveva rinviato a giudizio gli imputati: Sebastiano Dei Giudici, proprietario della ditta nella cui sede erano avvenuti i fatti, Roberto Orsini e Federica Libanori, rispettivamente socio della Latina Beton e proprietaria dell'autobotte. Luca Antonetti, operaio. Oggi in aula è emerso che il reato è di competenza della Corte d'Assise. Diverse le parti civili che si sono costituite.
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