Il dato
26.02.2026 - 16:30
L’effetto non è solo statistico. Una provincia con così tante famiglie mononucleo è una provincia che consuma in modo diverso, che ha bisogno di case più piccole, di servizi sociali calibrati su anziani soli, di reti di prossimità più forti. Cambiano i quartieri, cambia il mercato immobiliare, cambia il modo di vivere lo spazio pubblico.
Su 246.415 famiglie complessive, 88.535 sono composte da una sola persona. Una su tre. È la tipologia più diffusa in assoluto. Subito dietro arrivano le famiglie con due componenti: 63.271 nuclei. Tradotto: il modello dominante non è più la famiglia numerosa, ma la casa abitata da una sola persona. O al massimo da due.
Le famiglie con tre componenti sono 46.477, quelle con quattro 35.818. Poi il crollo: 8.841 famiglie con cinque persone, appena 3.473 con sei o più. Il dato è netto: la provincia si è rimpicciolita, almeno tra le mura domestiche.

Il primato delle isole e della costa
Se la fotografia generale parla chiaro, la mappa dei singoli comuni è ancora più eloquente.
Ventotene è il simbolo estremo della “single society”: il 64,04% delle famiglie è composto da una sola persona. Due case su tre. È il dato più alto della provincia. Subito dietro c’è San Felice Circeo con il 51,7%, poi Ponza con il 51,39%. In questi comuni oltre la metà delle famiglie vive in solitaria.
Bassiano (47,3%) e Sperlonga (47,1%) si avvicinano alla soglia del 50%. Qui il single non è un’eccezione: è una presenza strutturale, un tratto distintivo del tessuto sociale.
La costa e le isole mostrano una tendenza chiara: nuclei piccoli, spesso composti da una sola persona. Una dinamica che incide su consumi, abitazioni, servizi.
L’entroterra che resiste
All’estremo opposto c’è un’altra provincia. Cisterna di Latina si ferma al 24,65% di famiglie mononucleo. Pontinia al 24,86%. Spigno Saturnia al 25,34%. Sermoneta al 28,58%. Priverno al 29,76%.
Qui il tessuto familiare appare più strutturato, con una presenza più consistente di famiglie a tre e quattro componenti. La differenza con Ventotene è impressionante: quasi 40 punti percentuali di distanza.
In questi comuni il modello familiare tradizionale tiene di più. Non significa assenza di single, ma un equilibrio diverso nella composizione dei nuclei.
I grandi centri: Latina e Aprilia
Latina città conta 20.098 famiglie mononucleo su 56.210 totali. Una quota importante in termini di numeri assoluti, ma meno estrema rispetto alle località costiere se si guarda al rapporto percentuale. Aprilia segue una traiettoria simile: 11.779 single su 32.587 famiglie complessive.
I grandi centri urbani si collocano a metà strada tra la provincia “solitaria” della costa e quella più strutturata dell’entroterra. Qui la famiglia mononucleo è forte, ma convive con una presenza significativa di nuclei a due, tre e quattro componenti.
Dominano le famiglie piccole
Il secondo gradino del podio, quasi ovunque, è occupato dalle famiglie con due componenti. 63.271 in tutta la provincia. Anche questo è un dato che parla chiaro: coppie senza figli, nuclei ridotti, convivenze leggere.
Se si sommano le famiglie con uno e due componenti, si supera ampiamente la metà del totale provinciale. È qui che si colloca il nuovo baricentro demografico: nelle case piccole, nei nuclei snelli, nelle famiglie senza figli o con un solo componente.
Le famiglie numerose sono ormai una minoranza statistica.
Non solo numeri: cosa cambia
Una provincia con 88.535 famiglie mononucleo non è solo un dato demografico. È un cambiamento strutturale. Cambia il mercato immobiliare: più domanda di appartamenti piccoli, meno di case ampie. Cambiano i servizi sociali: più attenzione a chi vive solo, spesso anziano. Cambiano i consumi: nuclei ridotti significano stili di spesa diversi.
La mappa delle famiglie diventa così una mappa sociale. Dove ci sono più single, cambia il ritmo della città. Dove resistono nuclei più ampi, la dinamica è diversa.
L’esercito silenzioso
L’esercito dei single non fa rumore. Non si vede nelle statistiche scolastiche, non riempie le classi, ma è numericamente dominante. E soprattutto è la forma più diffusa di famiglia in provincia di Latina.
Se il Novecento è stato il secolo della famiglia allargata e poi di quella nucleare con figli, il 2023 certifica un’altra fase: la stagione delle famiglie piccole, spesso solitarie.
Non è una fotografia momentanea. È una traiettoria. E i numeri Istat lo dicono con chiarezza: la provincia di Latina vive sempre più da sola.
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