Scuola
11.03.2026 - 20:00
Legalità, partecipazione attiva alla vita pubblica, lotta alla mafia e funzionamento della macchina amministrativa. Sono stati questi i temi della lezione “speciale” per gli studenti del liceo Meucci che, ieri mattina, hanno potuto dialogare con il prefetto Vincenza Filippi, commissario straordinario del Comune di Aprilia. L’incontro ha permesso ai ragazzi delle classi IV e V di conoscere il funzionamento di un Comune commissariato per infiltrazione mafiosa sotto il profilo normativo, ma è stato anche un momento di confronto sullo stato di salute della città.
Nel corso dell’iniziativa la commissaria Filippi, al tavolo dei relatori insieme alla dirigente scolastica Laura De Angelis e ai professori Rossella Iovino, Beatrice Strati e Mario Balzano (referente del presidio Libera), ha illustrato la propria attività rispondendo alle numerose domande degli studenti, che hanno spaziato a 360 gradi su vari aspetti della realtà cittadina. «I cittadini arriveranno alle prossime elezioni sfiduciati e confusi: come pensate di gestire la transizione? Cosa si può fare per restituire fiducia alle persone? Abbiamo notato un’alta mortalità delle attività commerciali: ritiene che questa instabilità economica sia legata alla precarietà sociale e amministrativa dell’ultimo periodo o a dinamiche sociali più profonde?» e poi ancora: «In base alla sua esperienza, quali sono le principali vulnerabilità, burocratiche e politiche, che rendono un ente locale permeabile alle mafie?».
Quesiti ai quali la dottoressa Filippi ha risposto con attenzione, invitando i giovani al rispetto delle regole, all’impegno e alla partecipazione. «Non fatevi fuorviare, non fatevi rubare la vita né dalla criminalità né da falsi valori. In questa era digitale, in cui nessuno può fare a meno dei social – ha detto – è importante capire che la realtà non è virtuale ma viva. Leggere un libro, offrire un aiuto concreto nel mondo del volontariato, dedicarsi a un’associazione musicale oppure al teatro, fondamentale per lo sviluppo cognitivo, permette di coltivare interessi sani e ritagliarsi uno spazio autentico di vita».
Infine un passaggio sul contrasto alle mafie: «Anzitutto bisogna agire nel rispetto delle regole e del merito. Se un’attività non ha i titoli per esercitare, l’amministrazione non deve rilasciare la licenza. Ma serve anche la partecipazione dei cittadini: sostenere organizzazioni come Libera e contribuire alla funzione educativa rappresenta già un valore aggiunto che può aiutare il territorio a promuovere quei principi».
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