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Cronaca

Incidente mortale sulla Pontina, dubbi sulla cintura

Il malore, il tir che sbanda e sfonda le barriere: le verifiche della Polizia stradale. Antonio Esposito è una delle cinque vittime del lavoro che venerdì hanno perso la vita in meno di 12 ore

Un malore fatale, sembra questa l’ipotesi più probabile a causa del terribile incidente che venerdì notte ha portato al decesso l’autotrasportatore di Genzano. Ma gli agenti della Polizia stradale di Aprilia, che hanno effettuato i rilievi e permesso tutte le operazioni, sia il soccorso, che la rimozione dei veicoli coinvolti e poi anche il ripristino delle barriere sfondate dal mezzo pesante, oltre alle rilevazioni tecniche che permetteranno di capire e accertare ad esempio la velocità a cui stava procedendo il tir, ma anche le altre due auto coinvolte nel terribile schianto, hanno esaminato attentamente anche la cabina del camion. La dinamica dello scontro infatti, sembra lasciar ipotizzare che l’autotrasportatore possa non aver indossato, al momento dello schianto, la cintura di sicurezza. E’ un sospetto che deve naturalmente essere confermato o al contrario confutato, proprio dalle rilevazioni tecniche effettuate dagli agenti diretti dalla comandante Cristina Zanetti, ma che nel primo caso lascerebbero spazio ad altri dubbi: con la cintura, l’autotrasportatore, si sarebbe potuto salvare?

Antonio Esposito, cinquantenne, era al volante del mezzo pesante perché faceva quello di lavoro. E quel maledetto venerdì lui è una delle 5 vittime del lavoro registrate in tutto il Paese. Tre ore dopo il tragico frontale sulla Pontina, avvenuto dopo che il camion ha sfondato le barriere centrali e invaso la corsia opposta su cui sopraggiungeva l’auto con a bordo due cittadini originari della Bosnia ma residenti a Roma, Valentino Perinelli, 24 anni, Mauro Agostini, 41, Emiliano Martucci, 44, tutti di Acuto sono morti sull’autostrada A1. Erano tutti dipendenti di una azienda di carpenteria metallica, e quella mattina erano diretti in Campania per lavorare. Come Antonio Esposito che venerdì notte stava portando il suo tir carico a destinazione.

A loro si è aggiunto, nel pomeriggio di venerdì, Meris Corazza, 55enne di Brugnera (Pordenone), sposato e padre di un figlio, ucciso da un rullo trinciatore attaccato al suo trattore.

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