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L'evento

Tradizione e innovazione; alle 19 inaugura il rinnovato Caffé Poeta

La nuova gestione ha lavorato per restituire alla città un luogo che sia una perfetta sintesi di storia e futuro

L’appuntamento è per le ore 19. Il posto è sempre lo stesso, quello che da più di 90 anni è destinato alla più longeva attività latinense, il Caffè Poeta, passato indenne tra due secoli di storia (e due millenni), chiusure, riaperture, periodi di abbandono, trasformazioni e oggi pronto a tornare agli antichi splendori.


Nel solco della tradizione ma anche dell’innovazione, in continuità con l’idea con il quale questo bar era stato concepito, ma sotto la spinta di un moderno e rinnovato utilizzo, al passo con i tempi.

Identità, cultura e sostenibilità sono le tre parole chiave con le quali la Green Model di Luca Targa, società che ha in gestione il Caffè Poeta dopo essersi aggiudicata il bando pubblico, si presenta ai nastri di partenza. Una visione che si ricostruisce immediatamente nel momento in cui si varca la soglia dell’esercizio e si intravedono linee di design, arredamento e concezione artistica. La denominazione di Bistrot Letterario, apposizione che ne legittima la stessa esistenza, rimanda alla sua stessa mission: diventare un luogo aperto alla città, dedicato all’incontro, al confronto e alla condivisione di idee, con eventi pensati per coinvolgere pubblici diversi. Il tutto attraverso una programmazione culturale strutturata e una linea guida molto chiara. “Ci avviciniamo al Centenario della Città – dichiara lo stesso Luca Targa”- e il Caffè Poeta può rappresentare davvero un simbolo della storia di Latina. Lo abbiamo concepito, in tutte le sue forme, affinché conservi lo spirito della fondazione, proiettato però al futuro”

Il Caffè Poeta riparte quindi riconoscendo molta importanza anche ai particolari: grande attenzione è stata riservata alla sostenibilità ambientale. In linea con la visione di Green Model, il locale è stato completamente ristrutturato utilizzando materiali a basso impatto ambientale, mentre la gestione quotidiana sarà orientata alla riduzione degli sprechi e a un’attenta gestione dei rifiuti. Anche la proposta gastronomica segue questa direzione: il menù sarà caratterizzato dall’utilizzo di materie prime locali, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio e ridurre l’impatto legato ai trasporti. Il Caffè Poeta si trasforma inoltre in bistrot, con una cucina attiva durante tutto l’arco della giornata e per tutta la settimana. La nuova immagine e l’intero progetto di comunicazione sono stati sviluppati da Factory M, agenzia di comunicazione con sede a Latina, che ha costruito un’identità visiva capace di partire da codici storici per rileggerli in chiave contemporanea e artistica, declinandoli su tutti i canali, online e offline, fino agli elementi grafici presenti all’interno del locale.


Con la riapertura, il Caffè Poeta si propone di tornare a essere non solo un luogo fisico, ma uno spazio culturale e sociale, pronto ad accogliere cittadini, professionisti, studenti e visitatori, contribuendo alla vitalità del centro e alla crescita della comunità. Anche la vicinanza con la Biblioteca Comunale induce a farlo rappresentare, per affinità elettive, come un punto di riferimento per la pausa o il ristoro di studenti o frequentatori. Tra le personalità presenti all’inaugurazione ci sarà anche il sindaco di Latina Matilde Celentano, a testimoniare la vicinanza dell’intera città alla riapertura di uno dei luoghi simbolo della socializzazione e dell’integrazione cittadina.

Tra razionalismo e sogno. L’idea architettonica

Non vorremmo scomodare Plauto, ma avevano ragione gli antichi romani ritenendo che nel nome di una persona fosse già indicato il suo futuro o la sua essenza. Era il 1932 quando Alessandro Poeta apriva il primo Bar di Littoria. Quasi un secolo dopo, come una spiga di grano dalla terra argillosa, il Caffè omonimo in piazza del Popolo tornerà con una veste del tutto nuova, ma in realtà, con la veste che più gli si addice: quella suggerita dal nome. 


Il Poeta Bistrot letterario, preso in gestione dalla Società Green Model di Latina, inaugurerà oggi a con la volontà di restituire ai cittadini un luogo in cui riconoscersi ed incontrarsi, ma soprattutto uno spazio che è risultato di ricerca, memoria, esperienza professionale e, non ultimo, Genius loci.

Quando Mimì Pecci Blunt nel 1958 aprì nel cuore di Roma il Teatro della Cometa, il suo non fu solo un vezzo borghese, ma il gesto consapevole di chi sapeva potesse rappresentare il germoglio di una rivoluzione culturale necessaria nel Novecento del boom economico che aveva costretto dietro le quinte la poesia. Questo dovrà essere il Caffè Poeta di Latina: non un semplice esercizio commerciale, ma un universo antropologico che, come funambolo invisibile tra la sfera privata e quella lavorativa, possa offrire agio e socialità fisica alle potenzialità letterarie e artistiche della città, ponendosi come pilastro imprescindibile della cultura urbana.


Senza lasciare spazio alle improvvisazioni né al dilettantismo, il locale è stato ristrutturato utilizzando materiali a basso impatto ambientale, con un’attenzione nella proposta gastronomica alle eccellenze del territorio pontino di cui valorizza l’appartenenza anche nella veste grafica curata dall’agenzia di Latina Factory M, in sinergia con il progetto di ristrutturazione.
«I riferimenti all’architettura della città – spiegano gli architetti Fabio Gnessi e Umberto De Zardo - sono evidenti nell’impianto strutturale, ma la rigidità razionalista è addolcita dal linguaggio onirico delle decorazioni. Le figure del soffitto, ispirate all’universo creativo di Jean Cocteau e Joan Mirò mimano una danza nello spazio, conferendo alla sala un’aura teatrale dove ordine e sogno trovano perfetto compimento nel bancone del bar, la cui struttura riprende nella forma la “Fontana del grano", realizzata nel 1934 dall’architetto Oriolo Frezzotti».


All’inaugurazione è previsto anche l’intervento del Sindaco di Latina, Matilde Celentano, a sottolineare il valore simbolico della riapertura di uno spazio che da sempre rappresenta un punto di aggregazione per la comunità urbana.
L'obiettivo, insomma, sta nel dettaglio: così la "macchina per il caffè" è al contempo una macchina del tempo in cui un’identità chiara, frutto dell’equilibrio tra passato presente e futuro, invita i cittadini ad accomodarsi in un salotto intellettuale privo di pretese elitarie, ma saldo nella consapevolezza che l’estetica della forma è, in questo caso, coerenza nella sostanza.

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