Il castello di San Martino - già Villa Tolomeo Gallio - è sede di un eccellente Museo per la Matematica, realizzato in Consorzio con Università toscane ed Enti locali di quella regione, meta di un turismo scolastico considerevole e ospita anche alcune pertinenze ben tenute, con tanto di casa del custode. Invece il parco del castello - circa trentatré ettari, una volta di pineta - oggi è un po’ abbandonato a se stesso. Sono questi gli argomenti che, negli ultimi tempi, sono al centro delle discussioni tra forze politiche e cittadini. E’ chiaro che il problema di parco, castello e pertinenze non è nato nell’ultimo mese, ma sono già diversi anni che vivono momenti di disagi. Ma i privernati sentono tutte queste cose con un bene comune e non esitano ad affermare che come cittadini hanno il diritto di fruire di spazi sani ed accoglienti. E, naturalmente, chi gestisce la cosa pubblica ha il dovere di rendere i luoghi pubblici decorosi e vivibili per la comunità. Certo, vedere il vecchio maniero desolatamente chiuso e con situazioni sul lato destro, guardando il portone, di criticità genera disgusto nei fruitori del parco. Una giovane fruitrice del parco, Simonetta Fantozzi, ha segnalato - pare sia già la terza volta negli ultimi due mesi - delle situazioni di degrado. «Continuano i dispetti a San Martino. Dopo le maniglie delle porte dei bagni, ora è la volta dei pali di divieto per i cani, sradicati e gettati dietro al castello. Un parco, questo, caratterizzato spesso dallo stato di abbandono, ma dove mai finora c’erano stati episodi di violenza volontaria e accanita. Mi chiedo cosa significhi tutto questo? Saranno dei segnali? Dove e a chi vogliono arrivare queste persone? E poi se il parco dalle 18 alle 8 è chiuso, come indicato nel cartello all'entrata dello stesso, quando avverrebbero questi fatti incresciosi? Alla luce del sole quando il parco è frequentato da utenti? Una cosa è certa niente in tutto ciò è normale. Credo sia giusto riflettere sul perché e trovare delle risposte». E conforta la sua riflessione con foto che testimoniano come i bagni siano aperti e le porte senza maniglie. Forse è il caso di cominciare a pensare di istituire nuovamente la presenza di un custode che curava il parco e i percorsi naturalistici sempre con molta attenzione.