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Danilo Fischetti e l'Italia nella storia: battuta per la prima volta l'Inghilterra

Il pilone di Aprilia in campo per 57 minuti nella battute finali

Le scarpette arancioni spiccano sull’erba, quasi fossero un segnale luminoso in mezzo alla battaglia della mischia. In campo c’è Danilo Fischetti, pilone apriliano della Nazionale italiana, uno di quei giocatori che non fanno rumore ma che, partita dopo partita, diventano fondamentali negli equilibri di una squadra.

La vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra resterà negli annali del rugby azzurro. Una partita dura, combattuta, giocata con il cuore e con una determinazione che raramente si era vista negli ultimi anni. Tra i protagonisti c’è proprio il pilone originario di Aprilia, che ha guidato la prima linea con autorità e grande spirito di sacrificio.
Fischetti è rimasto in campo per 58 minuti, prima di rientrare negli ultimi istanti del match, ma il suo contributo è andato ben oltre i numeri. Ogni mischia, ogni contatto, ogni fase di gioco ha visto il pilone azzurro impegnato a spingere, a difendere, a tenere alta la pressione su una delle squadre più solide e strutturate del panorama internazionale. Un lavoro spesso invisibile, ma decisivo per permettere all’Italia di restare agganciata alla partita e di costruire il proprio vantaggio.
Già nel primo tempo gli azzurri erano riusciti a prendere in mano l’inerzia del match. L’intensità difensiva e la solidità della mischia avevano permesso all’Italia di andare all’intervallo con un margine importante. Sembrava il preludio a una serata speciale, anche se nessuno si illudeva che la partita fosse davvero chiusa.
L’Inghilterra, come da tradizione, ha reagito con forza nella ripresa. Gli ospiti hanno accorciato le distanze e poi sono riusciti anche ad allungare fino al 18-10, mettendo pressione alla squadra azzurra. In quel momento la gara sembrava potersi ribaltare, ma l’Italia ha dimostrato maturità e sangue freddo.
Determinante, in questa fase, è stato anche il piede di Paolo Garbisi, preciso e lucido nei momenti chiave del match. I suoi calci hanno permesso agli azzurri di restare in partita e di continuare a credere nella rimonta, mentre la squadra sfruttava anche una doppia superiorità numerica che ha cambiato l’inerzia dell’incontro.
Il momento decisivo è arrivato al 72° minuto. Dopo una lunga azione offensiva, l’Italia ha trovato lo spazio giusto e ha schiacciato oltre la linea con Marin. Una meta che ha fatto esplodere lo stadio e che ha consegnato agli azzurri una vittoria tanto sofferta quanto meritata.
Sugli spalti, tra bandiere e cori, c’erano anche circa trecento tifosi arrivati da Aprilia per sostenere il loro campione. Un piccolo ma rumoroso gruppo che ha seguito ogni azione con il fiato sospeso e che alla fine ha potuto festeggiare insieme alla squadra una delle serate più belle del rugby italiano.

Per Fischetti è stata una soddisfazione enorme. Non solo per la vittoria, ma per aver contribuito con il suo lavoro quotidiano a un successo che rappresenta molto più di un semplice risultato sportivo. È la dimostrazione che l’Italia del rugby sta crescendo, che il movimento continua a produrre talenti e che anche realtà come Aprilia possono diventare parte di una storia più grande.
Quando la partita finisce e i giocatori si abbracciano, le scarpette arancioni di Fischetti sono ancora lì, sporche d’erba e di fatica.
Il simbolo perfetto di una serata che il rugby azzurro difficilmente dimenticherà. Una vittoria storica, costruita con sacrificio, carattere e con il contributo di chi, come il pilone apriliano, ha fatto della determinazione la propria firma in campo.

L'esodo pontino - Un popolo rumoroso e pieno di entusiasmo, arrivato direttamente dal cuore dell’Agro pontino. Il Rugby Club Aprilia questa volta si è davvero superato: in occasione della sfida disputata ieri allo Stadio Olimpico dall’Italia, la comunità apriliana ha risposto presente con una partecipazione che resterà nella memoria del club e della città.
Ben 300 tifosi sono partiti da Aprilia per sostenere gli azzurri e, soprattutto, per far sentire il proprio affetto a Danilo Fischetti, uno dei simboli del rugby italiano e orgoglio della città pontina. Un vero e proprio esodo sportivo che rappresenta un record per il club apriliano e che testimonia quanto il legame tra il giocatore e la sua terra d’origine sia ancora fortissimo.
Bandiere, sciarpe e cori hanno colorato gli spalti dell’Olimpico, trasformando la partita con i sudditi di Re Carlo, in una giornata speciale non soltanto per la nazionale, ma anche per tutta la comunità apriliana. Il nome di Fischetti è stato più volte scandito dagli spalti, in un abbraccio ideale che dalla tribuna arrivava fino al campo. Entusiasta il presidente del club, Alessandro Martino, che non ha nascosto la propria emozione di fronte a una partecipazione così numerosa. «Sono venuti in tanti per amore di Danilo e dell’Italia – ha raccontato al nostro cronista – e sinceramente questa volta non mi aspettavo davvero tutta questa gente».
L’avversario di giornata, l’Inghilterra, rappresentava sicuramente un richiamo importante, ma il dato resta straordinario: «Certo – ha aggiunto Martino – l’Inghilterra ha sempre un fascino particolare, ma partire in 300 da Aprilia non era mai accaduto nella nostra storia». Una giornata di sport, passione e appartenenza che dimostra ancora una volta quanto il rugby riesca a unire una comunità.

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