Stop alla demolizione, prevista per questa mattina, dell'abitazione abusiva di Artena dove vive una 22enne al quarto mese di gravidanza, insieme alla sua famiglia. Il sindaco ha dichiarato il pubblico interesse nell'evitare l'abbattimento della casa di necessità.

In contrada Pomario, dove si trova l'immobile, alle sei del mattino erano arrivati agenti della Polizia di Stato dei commissariati di Velletri, Valmontone e Colleferro, coadiuvati dai militari dell'Arma dei carabinieri di Artena e della compagnia di Velletri. In zona, davanti al cancello dell'immobile da demolire, era già presente una rappresentanza di circa 70 persone, tutti cittadini coinvolti nel fenomeno delle acquisizioni e degli abbattimenti delle abitazioni ai Castelli, che hanno monitorato l'area impiegando anche dei droni. "Nessuna manifestazione, specialmente non autorizzata - ha specificato Marco Milani dal direttivo del Comitato Equi Diritti - ma soltanto la spontanea soliderietà delle persone che temono che la prossima famiglia a finire in mezzo a una strada sarà la propria". Un'emergenza sociale che potrebbe coinvolgere le 180.000 domande in sanatoria, allo stato inaccoglibili in tutto il Lazio, oltre al fenomeno delle case "fantasma". Una vicenda di cui ultimamente ha iniziato ad interessarsi anche la politica, intervenuta lo scorso 16 marzo al convegno organizzato a Rocca Priora da Equi Diritti.

Alle 9 sul posto è poi giunto anche il sindaco di Artena, Felicetto Angelini, accompagnato dall'assessore Domenico Pecorari, che ha appunto dichiarato il pubblico interesse nell'evitare la demolizione della casa di necessità, evitando così l'abbattimento dell'immobile. "Invitiamo gli altri sindaci a seguirne l'esempio", ha dichiarato in una nota Cristina Milani, presidente del Comitato Equi Diritti.

L'accelerazione sulle acquisizioni e sulle demolizioni dei manufatti abusivi è avvenuta dopo il protocollo d'intesa stilato tra la Procura della Repubblica di Velletri e la Regione Lazio. "Ora vigileremo - hanno fatto sapere sempre da Equi Diritti -se la "dura lex sed lex" sarà coerente con se stessa anche nel'applicazione del diritto all'assistenza alloggiativa delle famiglie che rischiano di ritrovarsi in mezzo ad una strada. Siamo scettici su come i già delicati equilibri di bilancio dei piccoli Comuni, possano farsi carico di un'emergenza del genere. Intervenga il consiglio regionale ma sopratutto intervenga il Governo. Forse è il caso che si inizi a parlare di strutture e centri di accoglienza anche per i cittadini Italiani, gli stessi cui vengono "demoliti" gli sforzi di una vita, per sottrarsi alle condizioni di indigenza".