La camera ardente al Cambellotti in un pomeriggio caldissimo
04.07.2023 - 19:03
"Io non volevo essere un calciatore, io volevo essere un calciatore della Lazio". La storia in una frase. Dettata dal cuore di uomo d'altri tempi, prima che di un maestro del "cuoio a scacchi". Buon viaggio capitano, ci mancherai caro Vincenzo D'Amico. Questo lo diciamo noi che viviamo, anche e soprattutto, di calcio, aggrappati a quei valori per i quali è facile riempirsi la bocca, ma che restano per il cronista di turno il pane quotidiano con il quale nutrirsi e andare avanti. Martedì 4 luglio la camera ardente in una Latina sin troppo baciata dal sole, mercoledì 5 luglio, alle 10, la cerimonia nella chiesta di Santa Maria Goretti, a due passi da quelle case popolari nelle quali, con una pallina tra i piedi, "Vincenzino" faceva impazzire tutti, mandando letteralmente al manicomio chi provava a levargli la sfera dai piedi.
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