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Il caso

Parco Manaresi senza pace, l'area verde è di nuovo al buio

Da una settimana lampioni guasti, il comitato di quartiere Aprilia Centro: «Situazione assurda, un errore affidare la gestione alla Engie»

Parco Manaresi senza pace, l'area verde è di nuovo al buio

Il parco Manaresi da oltre una settimana è al buio nelle ore notturne. Il problema del malfunzionamento dell’illuminazione pubblica con il maltempo è tornato puntualmente a manifestarsi nell’area verde del centro di Aprilia, dopo le forti piogge dei giorni scorsi infatti un black out ha colpito i lampioni del polmone verde. Risultato? Un parco al buio di notte, una situazione che crea insicurezza alle famiglie e ai ragazzi che solitamente frequentano lo spazio. Per questo motivo il comitato di quartiere Aprilia Centro incalza il gestore dell’illuminazione pubblica e l’Amministrazione comunale, affinché si provveda in breve tempo a ripristinare le luci. «Siamo arrivati a otto giorni di buio totale al parco Manaresi. Gli operatori Engie non sanno più cosa raccontare, ora si parla di una dispersione dell’impianto. Ma la vera farsa - afferma Marco Finotti, presidente del comitato Aprilia Centro - è aver affidato la manutenzione dell’illuminazione pubblica a una società che sembra prendere in giro gli utenti che segnalano. Mentre da più di una settimana il parco è al buio».


Perciò il comitato di quartiere chiede un intervento dell’amministrazione comunale, affinché solleciti il gestore a provvedere in tempi brevi ai lavori di ripristino dell’illuminazione pubblica. Purtroppo infatti già nel recente passato il parco Manaresi è rimasto più volte nell’oscurità a causa del black out dei lampioni, una criticità segnalata più volte dai residenti che ormai appaiono stanchi e rassegnati, visto che a distanza di anni il problema ancora non è stato risolto. «La beffa - continua Marco Finotti - sta nel fatto che in passato proprio nello stesso parco Manaresi, dopo le decine di segnalazioni senza buon fine al numero verde, dovette intervenire l’allora Commissario Straordinario Paolo D’Attilio che contattò Engie e dopo qualche giorno tornò finalmente la luce».

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