Sospesa l’ordinanza di chiusura, solo in vista della definizione della causa nel merito.
Era il 19 dicembre 2014 quando l’amministrazione comunale di Aprilia, il dirigente del III Settore nello specifico, ordinava la sospensione dell’attività di una struttura ricettiva per anziani in via Montecristo. Un’ordinanza necessaria a fronte dei controlli e degli accertamenti da parte della Polizia locale che ha contestato ai titolari l’avvio dell’attività in assenza delle necessarie autorizzazioni. Ad Aprilia casi del genere non sono una rarità. E’ un fiorire di comunità alloggio per anziani che poi diventano vere e proprie residenze sanitarie senza averne i requisiti. Da un lato la disonestà di chi le gestisce, dall’altro l’impossibilità, a volte, di poter far autorizzare una struttura priva di un sistema fognante allacciato. Carenze che quindi spesso ricadono sì sui gestori, ma anche su un ventennio di opere necessarie mai realizzate o mai portate a termine. Esistono poi casi limite in cui all’interno di comunità alloggio, che dovrebbero ospitare un numero limitato di persone, tra l’altro che non necessitino di cure specifiche e che siano quindi autosufficienti, vengano trovati anziani con malattie croniche, debilitanti, spesso anche allettati. Purtroppo anche questo non è così raro. La domanda di posti in case di riposo è in costante aumento. Le Rsa spesso costano molto più di quanto una famiglia possa permettersi, tenere in casa un anziano allettato, con necessità costanti di medicazioni e cure, non è facile, e quindi chi opera in questo settore pensando esclusivamente al profitto trova terreno fertile.
Le carenze meramente amministrative invece, si possono sanare, è capitato. L’amministrazione e le norme permettono un adeguamento alle modifiche delle leggi e dei requisiti richiesti delle carenze che hanno portato alla sospensione dell’attività. I titolari della struttura apriliana ora, ottenuta la sospensione dell’ordinanza fino al 23 febbraio, attenderanno che il Tar Lazio decida se annullarla o meno.