Anche il Partito Democratico di Aprilia attacca a testa alta il sindaco Antonio Terra, indagato insieme agli ex assessori Cataldo Cosentino e Rino Savini, e l'avvocato Antonio Martini per il caso dei rimborsi gonfiati. "Abbiamo aspettato prima di esternare la nostra posizione, in attesa - commenta i consiglieri Vincenzo Giovannini e Monica Tomassetti e il segretario Alessandro Mammucari - di una conferenza del primo cittadino o di qualche gruppo della maggioranza, ma constatiamo con amarezza che nulla trapela da Palazzo".

Per questo il Pd ha chiesto al presidente del Consiglio Comunale Bruno Di Marcantonio, di provvedere ad integrare l'ordine del giorno del Consiglio del 9 marzo, con le comunicazioni del sindaco. "Le accuse mosse dagli investigatori, se confermate, sono gravissime:i reati contestati sono truffa aggravata e falso ideologico per induzione, in concorso, anche con un avvocato. A fronte dell’incomprensibile - attaccano - silenzio del sindaco, chiediamo a questa maggioranza e a tutti i consiglierii di trarre le dovute conclusioni, anche perché le possibilità di un grave errore giudiziario sono ridotte al lumicino".

I dirigenti del Partito Democratico di Aprilia definiscono fallimentari i sei anni di amministrazione comunale. "Non sono mai stati in grado di governare questa città , anche perché la tanto decantata legalità e onestà incarnati nel progetto “Rinascimento per Aprilia” alla prova dei fatti, risultano essere solo belle parole e promesse elettorali lontane dai reali problemi dei cittadini. L’arrocamento al potere - concludono - è dimostrato non solo nel silenzio di oggi di tutte le liste civiche di fronte ad un sindaco indagato e con i conti sequestrati, ma nel silenzio che ha accompagnato ogni Consiglio Comunale".