Resta alta, nella zona sud del Lazio, l’attenzione della politica sul nuovo orario dei treni, in vigore dalla scorsa domenica sulle tratte Roma-Formia (Fl7) e Roma-Nettuno (Fl8), entrambe transitanti attraverso la stazione di Pomezia - Santa Palomba.

Proprio la soppressione della fermata in quest’ultimo scalo per la gran parte dei treni in viaggio sulla Nettuno-Roma, infatti, ha portato tre consiglieri regionali del MoVimento Cinque Stelle - Valentina Corrado, Gaia Pernarella e Silvia Blasi - a interrogare il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore alla Mobilità - Michele Civita - per ottenere chiarimenti urgenti sulle motivazioni che hanno portato alla scelta di ridurre le soste. Nelle premesse, in particolare, i consiglieri pentastellati hanno ricordato l’importanza dello scalo di Santa Palomba per la sua vicinanza con la zona industriale pometina e tutti i disagi connessi con la soppressione della fermata per la gran parte dei convogli in transito sulla Nettuno-Roma.

«Solo alcuni treni seguono il solito tragitto - hanno spiegato Corrado, Pernarella e Blasi - mentre tutti gli altri saltano letteralmente la stazione di Santa Palomba, determinando gravi e indubbie problematiche in capo a tutti i fruitori della linea, tra le quali la forte calca di gente tale da non permettere a molti di salire sul treno, perdendo così la possibilità di raggiungere la Capitale, nonché le condizioni da ‘carro bestiame’ in cui si ritrovano i pochi convogli che passano». In più, secondo i consiglieri regionali, molti pendolari, «per cercare di rispettare gli orari di lavoro, saranno costretti a utilizzare le loro automobili, determinando l’aumento del costo di gestione di ogni singola famiglia, nonché un aumento esponenziale del traffico sulle strade».

Nel richiedere chiarimenti su queste scelte prese da Trenitalia e presumibilmente avallate dalla Regione, Corrado, Pernarella e Blasi hanno rimarcato come sarebbe stato più opportuno, prima di assumere qualsiasi decisione, «avviare consultazioni con i vari comitati di rappresentanza dei pendolari delle tratte ferroviarie, oltre che con il sindaco di Pomezia, al fine di ascoltare le esigenze del territorio e coordinare i collegamenti del trasporto pubblico locale con la stazione ferroviaria». Senza tale passaggio, concludono i consiglieri, i viaggiatori non hanno potuto formulare osservazioni critiche sulle scelte, né tantomeno hanno potuto vedere le loro rimostranze prese in considerazione.