La parola passa al perito del tribunale che dovrà chiarire se Giuseppe Ruggieri fosse imputabile e capace di intendere e volere al momento del delitto. Su questi quesiti il professionista Maurizio Marasco dell’università “La Sapienza” di Roma dovrà eseguire una perizia psichiatrica.
Ieri si è svolta una nuova udienza del processo giunto in Corte d’assise d’appello che vede imputato il 58enne itrano Giuseppe Ruggieri, già condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio dell’enologo veneto Ulrico Cappia. Unico accusato per l’uccisione del 57enne, ammazzato a colpi di pistola e poi bruciato nella sua auto nel settembre del 2013, Ruggieri si è sempre difeso protestandosi innocente. Assistito dai legali Angelo Palmieri e Igor Ruggieri, l’itrano dovrà essere sottoposto a una perizia psichiatrica come stabilito dal giudice Giancarlo De Cataldo. Ieri è stato conferito l’incarico al professionista, il quale avrà 60 giorni di tempo per concludere gli accertamenti che riterrà necessari. Sarà affiancato dai consulenti di parte: i professori Gabriele Mandarelli per la difesa, Piero Rocchini per il procuratore generale e infine Claudio Manni per la parte civile.
La prossima udienza è prevista per l’undici gennaio. In quell’occasione il professor Marasco dovrà illustrare i risultati della perizia psichiatrica disposta per Ruggieri. La difesa dell’imputato, fin dal processo di primo grado, ha sempre sostenuto l’estraneità di Ruggieri ai fatti di cui viene accusato. A più riprese ha sollevato dubbi e perplessità sugli elementi indiziari raccolti in fase di indagine dai carabinieri nei confronti dell’operaio.