I residenti temono nuovi arrivi dopo che nei giorni scorsi la prefettura di Latina ha inviato una cinquantina di rifugiati politici a Vallemarina, frazione di Monte San Biagio. Poche centinaia di residenti che, da un giorno all’altro, hanno scoperto di essere al centro di un piano di accoglienza che i cittadini della zona hanno definito squilibrato. Venerdì sera si è tenuta un’assemblea organizzata dai residenti e dal comitato di quartiere. Invitati a parlare i rappresentanti dell’amministrazione comunale i quali hanno chiarito la posizione dell’ente locale davanti a una questione che è e resta molto delicata.

Il primo cittadino ha assicurato all’assemblea che è impegno del Comune vigilare su quanto sta succedendo. Già all’indomani dell’arrivo degli immigrati, Carnevale aveva scritto al prefetto di Latina Pierluigi Faloni per manifestargli preoccupazione riguardo un’ospitalità così massiccia e improvvisa. Il sindaco aveva anche chiesto che venisse rispettata la circolare del ministero dell’Interno con cui si invitano le prefetture a evitare la destinazione di altri migranti nei Comuni che hanno già attivato un progetto di accoglienza Sprar. Proprio sotto questo aspetto Carnevale ha voluto spiegare la posizione del Comune. A Monte San Biagio sono già ospitati 37 rifugiati che l’ente aveva volutamente dislocato in più parti del paese per evitare una presenza squilibrata sul territorio. Un’attenzione, questa, che non c’è stata con l’arrivo dei nuovi migranti, ospitati tutti all’interno di una struttura privata di Vallemarina, a ridosso dell’Appia all’ingresso della frazione.

L’amministrazione si è impegnata ad eseguire immediate verifiche anche sull’agibilità degli immobili in cui si trovano i migranti per accertare che la loro permanenza avvenga in modo corretto sia per la loro dignità che per quel che riguarda i residenti. Stessi controlli - ha assicurato il sindaco - saranno sollecitati alla prefettura, unico ente che gestisce la filiera dell’accoglienza scavalcando anche i Comuni. Questo, dunque, l’esito dell’assemblea che ha visto i residenti chiedere garanzie immediate. In primis, il rispetto delle norme relative ai locali che ospitano i cittadini africani, così come un accertamento sulle attività che vengono svolte per un proficuo inserimento dei rifugiati nella comunità locale e nel tessuto sociale del paese. I cittadini hanno lamentato, ad esempio, un continuo girovagare in strada, circostanza che costituisce anche un problema per la circolazione. Per adesso, comunque, a fronte dei timori dei residenti, ci si è lasciati con l’intenzione di stabilire un contatto con la prefettura e, quindi, aprire un dialogo ed eseguire tutte le verifiche che saranno considerate necessarie.