Anche i Comuni di Monte San Biagio e Itri aderiscono alla class-action contro la Regione Lazio. Con due delibere, gli esecutivi guidati rispettivamente dal sindaco Federico Carnevale e Antonio Fargiorgio hanno affidato l’incarico legale all’avvocato Alfredo Contieri per impugnare la determinazione dirigenziale con cui la Regione ha chiesto ai Comuni il pagamento dei debiti del Consorzio per gli acquedotti riuniti degli Aurunci. La vicenda risale a parecchi anni fa quando gli impianti idrici degli acquedotti sono passati di competenza alle Regioni. Tra gli enti che si occupavano del servizio c’era proprio il Consorzio degli Aurunci che riuniva 73 Comuni, tra cui 20 nella provincia di Latina. Attualmente privo di sede e rappresentanza legale a seguito della sua soppressione, il “Cara” ha lasciato un buco di oltre 6 milioni nelle casse della Regione per le spese sostenute per l’adduzione delle portate idriche erogate nei vent’anni tra il 1983 e il 2004. Ora la Regione, nel tentativo di rientrare in possesso di quelle somme, si sta rivalendo sui Comuni che aderirono al Consorzio. A Monte San Biagio la Regione chiede di pagare 54mila euro, a Itri 85mila. Somme più pesanti per Comuni come Terracina (800mila euro) e Fondi (307mila) che gli enti non intendono versare in quanto - sostengono - la richiesta regionale è illegittima alla luce dell’orientamento della Corte dei conti sul “divieto di soccorso finanziario”. Secondo i Comuni, insomma, la Regione non può rivalersi sui consorziati che oggi si vedono presentare un conto salato per inadempienze non riconducibili alla propria condotta. Per questo motivo sarà battaglia legale.