Il Comune di Fondi potrebbe ritrovarsi un milione di euro in più nelle casse. Soldi, questi, inizialmente sottratti dal Governo centrale con la famosa e criticata spending review del 2012. E tutto a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, che con la sentenza 129 ha dichiarato incostituzionale un articolo di quel decreto legge convertito poi nell’agosto del 2012.
La questione tecnica è abbastanza complessa. La cosiddetta spending review ha previsto per il 2013 la riduzione dei trasferimenti erariali ai Comuni in base alle quote delle spese sostenute per i consumi intermedi desunti dal Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope). Su questo aspetto (articolo 16 comma 6) sono stati sollevati dubbi di costituzionalità nell’ambito del ricorso al Tar tra il Comune di Lecce, il ministero dell’Interno e altri. Qualche mese fa è arrivata la pronuncia della Corte Costituzionale, che ne ha dichiarato l’illegittimità «nella parte in cui non prevede, nel procedimento di determinazione delle riduzioni del Fondo sperimentale di riequilibrio da applicare a ciascun Comune nell’anno 2013, alcuna forma di coinvolgimento degli enti interessati, né l’indicazione di un termine per l’adozione del decreto di natura non regolamentare del ministero dell’Interno».
Una scelta positiva per Fondi, come attestato in una recente delibera (la n.482) varata dalla giunta municipale. Il Comune, come si legge nell’atto amministrativo, ha subito una decurtazione delle entrate per 1.238.070 euro. Riduzione «del tutto illegittima» secondo i criteri enunciati dalla Corte Costituzionale. Alla luce di questa pronuncia, che ha validità retroattiva, il Comune avrebbe diritto al rimborso di questa somma da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze e da parte del ministero dell’Interno. Per questo motivo la giunta ha deliberato di autorizzare il sindaco Salvatore De Meo a presentare l’istanza in questione, così da provare a incassare quel milione di euro che è stato decurtato a seguito del dettato normativo previsto dalla spending review del 2012, in parte dichiarato incostituzionale dalla Corte.