Nuovi rifugiati in arrivo a Lenola, timori e proteste in paese. Da un paio di giorni non si parla d’altro, il telefono del sindaco Andrea Antogiovanni è diventato bersaglio di cittadini preoccupati: «Ce ne sono già molti, adesso basta», hanno protestato in coro i residenti. Il primo cittadino non ha potuto dare risposte. Secondo voci in attesa di conferme certe, a Lenola sarebbero arrivati circa venti immigrati alloggiati in una struttura gestita da una cooperativa sociale. In questo sistema di accoglienza straordinaria i Comuni vengono tagliati fuori. La prefettura prende contatti direttamente con associazioni e cooperative che si dichiarano disponibili. Se le carte sono in regola, gli immigrati vengono inviati nelle strutture di accoglienza straordinaria. Le amministrazioni locali hanno le mani legate e si ritrovano davanti al fatto compiuto. «Chiederò subito un chiarimento alla prefettura» ha spiegato il sindaco Antogiovanni, contattato telefonicamente. «Non abbiamo contezza dell’arrivo di nuovi stranieri ma dare ospitalità ad ulteriori immigrati significa sbilanciare in modo considerevole la presenza di extracomunitari in un paese piccolo come Lenola». La questione resta aperta. In paese da tre mesi a questa parte sono arrivati già oltre trenta rifugiati politici e richiedenti asilo. Prima sei, poi una ventina e infine altri dieci. Con altri venti arrivi si arriverebbe attorno alle cinquanta unità. «Non c’è un criterio» spiega il sindaco. «Bisogna porre un limite, un tetto massimo di presenza». I piccoli Comuni pagano di più questa situazione. Le case soprattutto in questo periodo sono vuote, gli affitti costano poco e le cooperative scelgono questi posti per allocare i rifugiati a prezzi convenienti. Non sarà un caso che Comuni costieri come Terracina e Sperlonga non ci siano arrivi straordinari. Qui gli affitti costano molto.