I poliziotti lo avevano trovato mentre tentava di allontanarsi dopo aver appiccato il fuoco in un terreno tra i campi della contrada Sant’Andrea. I fatti risalgono ad agosto, ora il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina lo ha rinviato a giudizio. Il 47enne Gian Paolo Di Nardo deve rispondere dell’accusa di aver dato fuoco a un appezzamento di terreno, innescando un incendio di vaste proporzioni che solo grazie a un tempestivo intervento dei soccorritori non ha avuto esiti più gravi. Nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta giovedì mattina nelle aule del tribunale di Latina, l’uomo ha fornito una dichiarazione spontanea. Assistito dall’avvocato Arcangelo Peppe, il 47enne ha provato a chiarire la sua posizione. Al gup Laura Matilde Campoli, l’imputato ha spiegato che il suo intento era soltanto quello di bonificare alcune sterpaglie dove i cittadini erano soliti gettare spazzatura di ogni tipo. Poi la situazione era sfuggita di mano e ne era scaturito un incendio di proporzioni maggiori, nei pressi di via Malanotte. Fornita questa ricostruzione dei fatti, la difesa ha chiesto che il reato contestato al 47enne fosse derubricato da incendio doloso a danneggiamento. Ma a conclusione dell’udienza il gup Campoli (pm in aula Cristina Pigozzo), ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato. Il fondano dovrà comparire davanti al giudice Laura Morselli il prossimo 6 marzo. 

Come si ricorderà, Di Nardo venne braccato dalla polizia dopo un rocambolesco inseguimento. Gli agenti del commissariato diretto dal vicequestore aggiunto Massimo Mazio, arrivati sul luogo dell’incendio, avevano intravisto il tipo sospetto e lo avevano inseguito tra i campi, mentre tentava di darsi alla fuga. In quei frangenti aveva anche avuto una colluttazione con gli operatori.