Secondo l’accusa ha fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla spendita di carte di credito clonate. Un fondano di 39 anni è stato rimesso in libertà dai giudici del tribunale del Riesame di Napoli. Era stato fermato a novembre nell’ambito di un’inchiesta partita da Napoli con ramificazioni in tutta Italia. La magistratura ha scoperto un raggiro escogitato da una quarantina di persone, con ruoli diversi, e che stando alla ricostruzione dei carabinieri avrebbe fruttato guadagni consistenti. Clonate le carte di credito, c’era chi si preoccupava di falsificare i documenti e di stipulare contratti con aziende di telefonia per ottenere smartphone di ultima generazione. Gli apparecchi venivano poi rivenduti a terzi a prezzi vantaggiosi. Il 39enne, difeso dagli avvocati Atena Agresti e Giulio Mastrobattista, avrebbe avuto il ruolo di dare consigli commerciali a un componente del sodalizio. Un coinvolgimento apparso marginale fin dal primo momento, tanto che la difesa aveva già chiesto al gip la revoca della misura. Ma il giudice del tribunale di Napoli lo mise ai domiciliari. Il riesame proposto al tribunale della Libertà, con cui si è sostenuta la non consapevolezza del soggetto della presenza di un’associazione criminale, ha invece annullato l’ordinanza impugnata e disposto la liberazione del 39enne che ha potuto lasciare i domiciliari.