Sono 43 mila euro circa, e sono relativi al 2013 e ora il Comune li rivuole. Sono stati tolti contro ogni principio costituzionale quei soldi al Comune di Campodimele e dunque ai suoi cittadini. La giunta guidata dal sindaco Roberto Zannella ne è più che convinta, se è vero che ha deciso di chiedere il rimborso di circa 43 mila euro che nel 2013, in virtù della “spending review”, lo Stato ha trattenuto, decurtandoli dagli ordinari trasferimenti governativi. Il governo, insomma, aveva ridotto il fondo sperimentale di riequilibrio, quello destinato ai Comuni a ristoro delle imposte sulla casa incassate dallo Stato centrale. Ma una sentenza della Corte costituzionale, la 129/2016, ha considerato illegittima la parte in cui i tagli previsti per i Comuni nel 2013 non hanno da un lato coinvolto i Comuni stessi, dall’altro stabilito un termine preciso per l’emanazione del regolamento. Insomma, quei soldi sarebbero stati tolti mettendo a repentaglio la sostenibilità di bilancio del Comune. Forte di quella sentenza, l’amministrazione municipale di Campodimele ha deciso di chiedere il rimborso di quei 43 mila euro che lo Stato ha trattenuto e che, per un centro piccolo come il borgo della longevità, significano pur sempre una somma importante. Sarà il sindaco a chiedere al ministero delle Finanze il rientro di quelle somme, spettanti come compensazione agli introiti derivanti da Ici e Imu. 

A porre la questione della legittimità costituzionale di quel provvedimento noto come spending review, era stato il Tar del Lazio su ricorso del Comune di Lecce.