Erano stati promessi interventi a favore dell’ospedale, miglioramenti della situazione nei reparti, potenziamento del pronto soccorso. Tante parole, pochi fatti: il comitato in difesa “San Giovanni di Dio” è stanco. «Basta chiacchiere - sbotta il responsabile Lucio De Santis - adesso chiediamo risposte concrete. E subito». Lo sfogo arriva dopo che lo scorso novembre in un incontro tra amministrazione comunale e prefettura si era arrivati al punto di sospendere eventuali proteste in vista di un intervento diretto da parte della Regione. Cosa è cambiato? «Nulla» risponde secco il comitato, e sono passati diversi mesi. «Siamo costretti a fare i conti con carenze continue, i pazienti vengono sballottati da un ospedale all’altro e la soluzione migliore resta quella di rivolgersi a strutture private». Un’ingiustizia secondo i cittadini che chiedono un’azione di forza alla politica locale: maggioranza e opposizione, non si fanno differenze. «Ora facciano qualcosa oppure si dimettessero subito». «Se non sono in grado di mantenere fede ai propri impegni - insiste De Santis - si facciano da parte. Anche perché era stato detto di gridare la nostra rabbia, di organizzare manifestazioni e proteste in piazza. E invece non si vede nulla». L’amministrazione comunale deve fare pressing sulla Regione, dove effettivamente si decidono le sorti della sanità e dei servizi ospedalieri. Più volte il sindaco Salvatore De Meo ci ha provato, ma si è scontrato con ritardi e lungaggini. Eppure a Roma si sta lavorando in tal senso ma l’attesa è lunga e snervante. Il comitato e i cittadini, dopo anni di tagli e promesse andate a vuoto, chiedono risposte. Adesso.