Forse non si finirà mai di discutere della gestione dell’ex albergo “Miracolle” di Lenola, sottratto al vecchio gestore e affidato dall’amministrazione comunale a una cooperativa sociale, il caso della struttura ricettiva torna ad alimentare polemiche. Il consigliere del “Movimento civico” Fernando Magnafico (nella foto) insiste nella sua battaglia quotidiana e solleva nuovi dubbi sull’affaire. Lo definisce una «storia inconsueta» che parte da lontano. «Anche dieci anni fa la stessa cooperativa - si legge in una nota - rispose al bando per la gestione offrendo 57mila euro annui. Venne però esclusa per mancanza di requisiti». Presentò anche un ricorso al Tar ma il tribunale diede ragione alla precedente amministrazione comunale. In tempi recenti la situazione è cambiata, dopo che la maggioranza di “Lenola Rinasce” ha deciso di riappropriarsi della struttura e di rimetterla sul mercato. «Hanno offerto e pagano all’anno, senza colpo ferire, circa la metà». Si è passati da una cifra di 57mila euro a 28mila.
Ma la minoranza torna a mettere sotto accusa il governo del sindaco Andrea Antogiovanni anche sulla tanto sbandierata trasparenza degli atti. In un recente botta e risposta, la giunta aveva replicato all’opposizione sostenendo che atti e documenti richiesti venivano prodotti e forniti dagli uffici in tempi ragionevoli. «Per loro - ribatte Magnafico - mesi e mesi di attesa equivalgono a tempi ragionevoli. Senza contare che quando rispondono alle richieste della minoranza, lo fanno in modo evasivo». Insomma siamo alle solite. Lo scontro infinito tra maggioranza e opposizione prosegue.