Lo hanno fatto a Fondi, dove piazza IV novembre è diventata piazza Giuseppe De Santis. È stato deciso a Terracina, che ha dedicato ad Aldo Moro, suo cittadino onorario che passeggiava spesso sul lungomare, il panorama suggestivo che fu piazzale Lido. Ma a Lenola l’intitolazione della piazza principale, piazza Cavour, al cittadino più illustre, ci si divide. E ora la giunta Antogiovanni rischia di dover fare un passo indietro. Per ora, ci dice il sindaco al telefono, tutto congelato. «Entro la prossima settimana decideremo il da farsi». Questo, dopo le proteste di alcuni ex amministratori e consiglieri d’opposizione che si sono affrettati a precisare che non si tratta «di questioni ideologiche», ma che comunque gridano all’usurpazione della toponomastica. Ieri, la famiglia di Pietro Ingrao, importante figura delle istituzioni dell’Italia repubblicana, intellettuale, storico, esponente del Partito comunista e poi presidente della Camera, si è vista costretta ad inviare una nota, per evitare che il ricordo del loro caro si trasformi in pretesto per una zuffa politica: «Abbiamo visto e letto che in questi giorni si è aperta una vivace e civile discussione tra i cittadini di Lenola sulla opportunità di modificare la denominazione di piazza Cavour in piazza Pietro Ingrao - scrivono al sindaco -. Confermiamo a te e all’amministrazione da te diretta il ringraziamento per l’iniziativa che avete avviato, proprio per questo, però, non vorremmo davvero che un momento di ricordo e di omaggio, si trasformasse in qualcosa su cui la popolazione si divide». E ancora: «Se l’amministrazione dovesse decidere di sospendere il provvedimento relativo alla nuova titolazione della piazza, comprenderemmo appieno le ragioni di una tale scelta». Così, Celeste, Bruna, Chiara, Renata e Guido Ingrao. Parole che hanno spinto il sindaco a prendere «un momento - ci dice - di riflessione per tutti». Ma chi ha protestato in questi tre giorni sull’omaggio alla figura che più ha reso orgogliosa la piccola Lenola davanti all’Italia? Legittima la posizione dell’opposizione, che fa il suo mestiere. Ma oltre a loro? Antogiovanni ci parla delle proteste sul web, forse riferendosi a quel mondo dei social in cui si dice tutto e il contrario di tutto. Tutto qui? Il dibattito Cavour vs Ingrao, si comprende, non gratifica affatto ed è probabilmente per rispetto alla famigli che Antogiovanni ha deciso per la posizione condivisa. Ma certo, altrettanto perplessi lasciano le proposte di intitolare a Ingrao un’aula consiliare o una biblioteca. Forse un po’ inadeguati, questi luoghi, per una figura di tale portata. La vicenda appare, a tratti, incomprensibile. Antogiovanni prende tempo. Ma è un tempo che già ha il sapore di un passo indietro. Chissà se i cittadini lenolesi troveranno il modo di far sentire la propria voce.