Le risorse scendono, i bisogni no. Quelli crescono a velocità costante e in modo inversamente proporzionale al taglio dei finanziamenti che Stato e Regioni stabiliscono a discapito degli enti locali. Davanti all’ipotesi di ridurre i servizi alle persone bisogna lavorare d’ingegno. A Fondi la giunta ha pensato di rinnovare l’invito ai cittadini a contribuire. Come? Destinando il cinque per mille dell’Irpef al Comune. Si punta quindi alle donazioni per mantenere in piedi il sistema del welfare cittadino. L’ente utilizzerà le risorse così ottenute per lo svolgimento di attività sociali. Tra i progetti prospettati dal sindaco Salvatore De Meo e dall’assessore alle Politiche sociali Dante Mastromanno ci sono interventi diretti agli anziani, ai portatori di handicap, ai minori con disagio e alle famiglie in difficoltà. L’impressione è che si sta raschiando il fondo del barile. E sì perché il Comune non è un’associazione benefica o una fondazione che fa ricerca, soggetti che solitamente ricevono il contributo volontario. Il Comune è prima di tutto un soggetto che beneficia di finanziamenti per garantire servizi e tra l’altro Fondi è anche ente capofila del distretto socio-sanitario del comprensorio. Quindi gestisce i soldi da distribuire poi a tutti gli altri Comuni. Di fronte alla vasta platea di associazioni ed enti che solitamente cercano di ricevere elargizioni volontarie, l’ente municipale si propone come un nuovo e potente competitor per intercettare le donazioni con la nobile finalità di difendere i servizi erogati e allo stesso tempo di incrementarli. C’è da specificare che qualora non si intendesse firmare il cinque per mille, non si risparmierebbe nulla e non si aiuterebbe nessuno. «Infatti - spiegano De Meo e Mastromanno - le quote del cinque per mille che verranno realmente assegnate saranno esclusivamente quelle dei contribuenti che avranno fatto la loro scelta apponendo la propria firma sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. Così i soldi rimarrebbero “in casa”». Altrimenti i fondi andranno allo Stato. L’amministrazione ha chiesto ai Caf e agli studi commercialisti, alle prese con le dichiarazioni dei redditi, di informare i cittadini di questa importante opportunità.