Si chiama Green public procurement, meglio noto con la sigla Gpp, e rappresenta un modello a cui le amministrazioni pubbliche si stanno lentamente convertendo. Anche a Fondi è stato formalmente richiesto di adottare lo strumento Gpp, un indirizzo di politica ambientale che ha l’obiettivo di favorire l’adozione di determinati criteri nelle modalità di acquisto di beni e servizi. È stata l’associazione “Fare verde” a chiedere al sindaco Salvatore De Meo di far diventare il Comune di Fondi pioniere in questo tipo di attività a tutela dell’ambiente. Ma come? Nel momento in cui ci si deve procurare beni o servizi occorre identificare quelli più adeguati a essere resi “verdi”. In altre parole, c’è bisogno di favorire quelle imprese che facciano informazione ambientale, che utilizzino le migliori tecnologie disponibili e che abbiano già improntato la propria attività alla difesa dell’ambiente. L’ente può inoltre utilizzare clausole di esecuzione dell’appalto per porre ulteriori condizioni. Insomma, si tratta di un cambio di vedute, di una rivoluzione culturale. Secondo “Fare verde” il Comune di Fondi può farcela. Ecco perché lancia l’idea del Gpp invitando l’amministrazione comunale a indirizzare le proprie scelte su prodotti e beni non inquinanti, a incrementare la domanda di prodotti verdi e a spingere le imprese a fornire beni con migliori prestazioni ambientali. Così facendo, sostiene l’associazione, l’ente fornisce un modello di comportamento responsabile verso la natura e il territorio. Diversi i settori d’intervento, dall’acquisto di prodotti per uffici alla manutenzione del verde passando per impianti di illuminazione e per la fornitura di veicoli per il trasporto pubblico.