Fermata dell'autobus o centro di raccolta rifiuti? Il dilemma è pertinente a Latina, città delle regole e dei diritti, almeno sulla carta, ma dove si fa, piuttosto, di necessità virtù. Non ci si spiega, altrimenti, come mai nello spazio riservato alle fermate degli autobus del trasporto urbano siano stati posizionati i cassonetti di Abc: la regola vale in centro dove la logica è probabilmente quella di ricavare parcheggi della sosta (fermate di piazza Roma, di via Duca del mare, di piazza Buozzi) come in periferia (in Piazza San Giuseppe a Latina scalo o in alcune fermate in Q4-Q5), vale nelle strade larghe (fermate di via Volturno, via Quarto, via Romagnoli, via Piattella, via Villafranca, via Don Torello) come in quelle strette e più disagevoli come alcune fermate sulla strada Lungomare occupate dai cassonetti e dove il disagio diventa doppio: sulla strada a senso unico dall'altezza di via Casilina gli autisti non possono far scendere i passeggeri oppure restano bloccati nel traffico mentre i camion di Abc caricano e scaricano i bidoni.

Con i cassoni «in sosta vietata» gli utenti nelle strade trafficate non hanno molta scelta, o devono attendere dietro i contenitori della spazzatura rischiando che l'autista non si fermi oppure devono sostare sulla carreggiata, in mezzo alle auto in transito. L'ipotesi migliore a cui vogliamo credere è che questo posizionamento faccia parte del vecchio piano sosta (per il centro) e non sia mai stato corretto oppure che i cassoni siano stati spostati distrattamente facendo comunque comodo l'area libera della fermata. In entrambi i casi non è un buon segno di civiltà e neanche di decoro far scendere e salire i cittadini dei mezzi pubblici praticamente in braccio alla spazzatura o comunque al fianco di cassonetti in gran parte da rottomare (aperti, rotti, maleodoranti).

E se l'amministrazione può dirsi distratta altrettanto non ci si aspetta da Abc, l'azienda dei beni comuni fatta "in casa" e che dovrebbe predicare, come da mission aziendale, «criteri di economicità, ecologia, efficienza e solidarietà sociale, tendendo alla promozione e all'attuazione del principio di eguaglianza sostanziale». Bene, di solidarietà sociale non si vede traccia guardando i passeggeri disabili e muniti di carrozzina scendere dagli autobus in queste fermate "occupate" dai bidoni.

Più volte sono arrivate segnalazioni da autisti e passeggeri per le fermate occupate o dalla sosta selvaggia degli automobilisti o dai cassonetti. I mezzi Csc hanno le pedane manuali per far scendere le carrozzine, ma usarle è una impresa costringendo accompagnatori e autist: dovrebbero poggiare sui marciapiedi per non diventare, con la pendenza, pericolose ma non risulta mai possibile tra auto parcheggiate male e cassonetti, in centro come sul lungomare. Qualche mese fa sollevò il caso delle fermate «occupate» il consigliere Salvatore Antoci. Qualche controllo fu fatto, ma oggi, e basta fare un giro per la città, è tutto come prima.