Quello tra gli italiani e lo shopping online è un amore sbocciato non in tempi troppo recenti ma… il 2020 ha portato in dote un evento (la drammatica pandemia da nuovo coronavirus) che ha improvvisamente accelerato questa relazione, consolidandola e ponendo le basi per un cambiamento storico nelle abitudini di consumo degli abitanti della Penisola.

Triplicati i nuovi consumatori online
Ad affermare quanto sopra è l'ultimo, recentissimo, report dell'Osservatorio Netcomm, secondo cui dall'inizio del 2020 ad oggi sono stati 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni arrivati al mondo e-commerce proprio durante l'emergenza sanitaria indotta dal COVID-19. Complessivamente, oggi giorno gli acquirenti su e-commerce sono circa 29 milioni di persone, contro i 27 milioni di febbraio. Per intenderci, negli stessi mesi dello scorso anno (ovvero, da gennaio a maggio 2019) si sono registrati "solo"  700 mila nuovi consumatori, un terzo di quelli che invece si sono verificati nel 2020. Numerose sono le determinanti di una simile evoluzione. Una è, naturalmente, dettata dalle condizioni di isolamento sociale e dal lockdown, che ha spinto molti italiani ad avvicinarsi allo shopping online, non potendo effettuare le stesse attività di acquisto nei canali tradizionali.

E-commerce: previsioni più che rosee per il 2020
Per quanto concerne il commercio sul web e le evoluzioni di breve termine, è lo stesso Netcomm a formulare delle previsioni più che rosee. Per l'Osservatorio, infatti, l'e-commerce sarà il settore più prolifico, per sviluppo tendenziale, nell'economia mondiale: la progressione del fatturato sarà fino al + 55% entro fine anno. Oltre a un cambiamento quantitativo, determinato dall'incremento significativo del giro d'affari per il commercio elettronico tricolore, a spiccare è anche il cambiamento qualitativo. Gli italiani sembrano infatti aver abbracciato con maggiore convinzione l'e-commerce non solamente per gli acquisti di cibo, quanto anche per acquisti più… insospettabili.

Recenti sono ad esempio le dichiarazioni di CBDexpress, uno dei portali leader in Europa per la vendita di cannabis light. L'operatore ha annunciato che, durante la pandemia da coronavirus, si è registrato un vero e proprio boom di consumi. Un picco che, probabilmente, avrà avuto anche il merito di traghettare sul mercato legale alcune persone che, fino ad allora, erano mal orientate verso quello nero… Guai, infine, a pensare che questo dato debba necessariamente andare a cannibalizzare il business dei piccoli operatori. In realtà, a sbarcare con convinzione sull'e-commerce non sono stati solamente i grandi operatori e le principali catene di distribuzione, bensì anche i piccoli negozi di quartiere, con quello che può essere definito come una sorta di "e-commerce di prossimità".

Con siti web spesso sviluppati in tempi record, o con il semplice ricorso a tecnologie oggi di uso comune, come WhatsApp, i piccoli negozi locali sono riusciti a rimanere in stretto contatto (virtuale) con i propri clienti, riuscendo almeno ad acquisire e a evadere gli ordini. Insomma, l'e-commerce riguarda tutti e, purtroppo, è stato necessario un evento drammatico come la pandemia affinché qualcuno se ne rendesse conto…